Scuola
mercoledì 1 Aprile, 2026
La nicotina da sballo che dilaga tra i giovani. I presidi: «Una dipendenza che sta prendendo piede»
di Federico Izzo
Gli snus, bustine di «tabacco senza fumo», sono sempre più diffusi anche all'interno delle scuole. Rossi (Buonarroti): «Girano molto in ambito sportivo»
«Si tratta di una delle ennesime dipendenze che si sta diffondendo ampiamente tra i giovani». La dirigente dell’Istituto Buonarroti di Trento (il più grande della provincia), Tiziana Rossi, richiama l’attenzione rispetto all’utilizzo di un prodotto sempre più diffuso nella fascia più giovane della popolazione: gli snus.Queste piccole bustine dalla forma rettangolare contengono alte quantità di nicotina, arrivando anche a 43 microgrammi contro il singolo milligrammo contenuto in una sigaretta. Una nuova tendenza di consumo che arriva dalla Svezia e che viene presentata come un’alternativa al tabacco, il «tabacco senza fumo».
Tra labbro e gengiva
Si tratta, infatti, di un tabacco umido in polvere che viene posizionato tra il labbro e la gengiva e produce una rapida assuefazione. In Italia non è legale la vendita degli «snus» propriamente detti, cioè quelli svedesi prodotti con foglie di tabacco essiccate, ma dal 2023 sono in vendita in quasi tutti i tabacchini le «nicotine pouches»: bustine simili a quelle svedesi composte, non da tabacco, ma da microcristalli o sali di nicotina miscelati ad altri ingredienti e aromi.
Effetti e utilizzo
Ma perché questi prodotti attraggono principalmente i più giovani? I motivi possono essere tanti, come l’immediata sensazione di rilassamento o l’assenza di catrame, ma sicuramente il fatto che si possano usare in ambienti chiusi come a scuola gioca un ruolo non indifferente.
«Snus, scuola e sport»
«È difficile pensare che in una scuola di 1700 studenti non ci sia qualcuno che ne fa uso — spiega Rossi — Laddove questo fenomeno venisse rilevato, noi siamo pronti a intervenire. Siamo molto impegnati nella prevenzione e tutto il personale docente tiene sotto controllo la situazione. So che gli snus girano particolarmente in ambito sportivo, come anche le bevande energetiche e gli anabolizzanti, e per questo motivo occorrerebbe fare fronte comune con il mondo dello sport». A monitorare i comportamenti e le abitudini dei ragazzi ci sono anche i dati dello studio Hbsc (comportamenti legati alla salute in ragazzi) relativi al 2022: in Trentino a 15 anni il 21% dei ragazzi ha fumato almeno un giorno negli ultimi 30 e il 14% aveva fatto uso di sigarette elettroniche.
Il rischio di tumore
Chissà se l’utilizzo delle nicotine pouches rientrerà in futuro in queste statistiche o se influenzerà in qualche modo i risultati dei sondaggi. «Intanto – conclude Rossi – i danni provocati da questi prodotti sono ampiamente documentati. Si è visto, infatti, che un prolungato utilizzo degli snus aumenta il rischio di cancro alla mascella. La scuola, dunque, insieme alle famiglie e all’Azienda sanitaria, non deve cessare di avere un impatto educativo sui ragazzi anche su questi temi».
«Fenomeno che si diffonde»
Anche il vicino istituto Tambosi è impegnato nel fare prevenzione di tipo informativo tra gli studenti, come ha spiegato il dirigente scolastico Andrea Bezzi: «Ovviamente è un fenomeno che si sta diffondendo e vorremmo in futuro chiamare anche degli esperti della salute, organizzando degli incontri mirati sul tema. Siamo a conoscenza del fatto che ci sia qualche nostro studente che ne fa uso». Bezzi sottolinea anche come l’istituto sia sempre impegnato nel contrasto a sostanze dannose, come nel caso degli stupefacenti: «A scuola sono venute spesso le unità cinofile per tenere sotto controllo la situazione – ha spiegato Bezzi – e credo sia importante far vedere agli studenti che collaboriamo con le forze dell’ordine».
«Scuola, ambiente protetto»
Oltre alla prevenzione, l’impegno dei docenti e dei presidi è anche quello di segnalare ai genitori dei minori un eventuale utilizzo delle nicotine pouches a scuola. Ovviamente, però, come anche per l’assunzione di stupefacenti o l’utilizzo di altre sostanze dannose, legali o illegali, la scuola può fare fino a un certo punto. «La scuola è probabilmente uno degli ambienti più protetti e controllati da questo punto di vista», aggiunge Giuseppe Santoli, dirigente dell’Istituto Fontana di Rovereto. «Purtroppo a volte questi episodi si verificano quando i ragazzi vanno in bagno o, comunque, non sono sotto la supervisione di un docente». Il punto fondamentale, secondo Santoli, per fare fronte all’utilizzo di certi prodotti è rendere gli studenti «protagonisti della propria vita tramite dei progetti. A questo proposito i ragazzi hanno realizzato un cortometraggio con il regista Herman Zadra intitolato “Il bruco e la farfalla”, che è stato presentato lo scorso gennaio alla filarmonica di Rovereto. Il filmato di 18 minuti trattava vari temi tra cui anche lo spaccio di sostanze e le fragilità dei giovani». L’approccio da utilizzare con i ragazzi per Santoli è quello di «non reprimere i ragazzi, ma piuttosto ascoltarli ed educarli». A proposito della questione snus, Santoli non nega che circolino, ma che «al momento non rappresentano una grandissima criticità».