il caso
sabato 13 Dicembre, 2025
La famiglia nel bosco, Nathan e Catherine Trevallion cedono: sì alla maestra in casa per i 3 figli
di Redazione
Il compito dell'insegnante sarà quello di armonizzare il programma educativo offerto dai genitori ai tre bambini a quello della scuola pubblica
Nathan e Catherine Trevallion, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco”, hanno ceduto anche sull’educazione scolastica dei figli in vista dell’udienza chiave per il ricongiungimento familiare. La coppia anglo-australiana stabilitasi nei boschi di Palmoli (Chieti) ha accettato la possibilità di una maestra a domicilio che educhi i loro tre bambini allontanati dalla casa familiare. I bambini non sanno leggere e la più grande sa solo scrivere il proprio nome. La decisione è stata presa in vista dell’importante udienza di ricorso alla Corte d’Appello del 16 dicembre.
Da circa un mese Nathan è rimasto da solo nel casolare nel bosco a badare agli animali, mentre Catherine è ammessa nella casa famiglia coi tre figli in tre occasioni giornaliere che coincidono coi pasti principali: colazione, pranzo e cena. Dopo settimane di braccio di ferro, i due genitori sembrano voler raggiungere tutti i compromessi necessari per modificare il loro stile di vita e riottenere la piena custodia dei bambini. Il compito dell’insegnante sarà quello di armonizzare il programma educativo offerto dai genitori ai tre bambini a quello della scuola pubblica. I figli della famiglia nel bosco hanno finora seguito il cosiddetto unschooling, metodo di apprendimento riconosciuto (e certificato) che però crea lacune di socializzazione. Dopo l’apertura dei genitori, l’intento è quindi passare all’homeschooling. Intervistata dal quotidiano Il Centro, la docente Rossella D’Alessandro ha espresso soddisfazione per l’incarico affidatole: «Sarebbe bello se i bambini seguissero il doposcuola in modo da potersi relazionare con altri coetanei».
Durante l’udienza del 4 dicembre, i legali dei genitori hanno depositato documentazione relativa a una soluzione abitativa più adeguata, messa temporaneamente a disposizione da un imprenditore locale. Si tratta di uno degli aspetti che il Tribunale dovrà valutare insieme ai nuovi elementi forniti, tenendo conto degli obblighi educativi e sanitari in capo ai minori. La legale Solinas ha ricordato come l’istruzione parentale sia prevista dall’ordinamento italiano, pur richiedendo specifiche condizioni di idoneità.
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila si è riservato la decisione sulla revoca dell’ordinanza di allontanamento. Adesso tutta l’attenzione è concentrata sull’udienza già fissata per il 16 dicembre davanti alla Corte d’appello dell’Aquila, dove il ricorso sarà discusso nel merito. Nell’attesa, le figure nominate dal Tribunale e la struttura che ospita i minori stanno continuando a monitorare la situazione per individuare la soluzione più adeguata nell’interesse dei bambini. Nei giorni scorsi un imprenditore della zona e lo stesso cantante pugliese Albano Carrisi si erano mossi per garantire una sistemazione adeguata alla famiglia.
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