Il caso
lunedì 13 Aprile, 2026
La corte suprema austriaca respinge il ricorso: Renè Benko rimane in carcere
di Redazione
Secondo i giudici c'è un «concreto rischio di recidiva dei reati»
La Corte suprema austriaca ha rigettato il ricorso presentato da Renè Benko contro la custodia preventiva cui è sottoposto dal 23 gennaio dello scorso anno per il crack miliardario del Gruppo Signa di cui era a capo. Secondo quanto si apprende la Corte avrebbe fatto proprie le motivazioni del Tribunale regionale di Vienna. Cioè se Benko venisse rilasciato ci sarebbe un «concreto rischio di recidiva dei reati». L’ex tycoon austriaco è indagato anche dalla procura di Trento nell’ambito della maxi inchiesta «Romeo», con 44 indagati su presunti rapporti tra politica e affari in grado di addomesticare gli appalti.
«Il diritto fondamentale alla libertà personale di René Benko non è stato violato. Il ricorso costituzionale viene respinto». È con questa motivazione che la Corte suprema austriaca ha rigettato il ricorso presentato dal magnate. L’ordinanza, dove i giudici hanno messo nero su bianco un possibile rischio di recidiva, è stata inviata alla procura anti-corruzione di Vienna che sta ancora indagando su uno dei tanti filoni del più grande fallimento austriaco del dopoguerra. Alla base della decisione anche il fatto che Fondazione Laura, riconducibile alla sfera patrimoniale di Benko, seppur fallita a marzo avrebbe ancora conti patrimoniali attivi.