L'intervista

domenica 11 Gennaio, 2026

Inverno in Trentino: 400mila arrivi e 1,4 milioni di presenze a dicembre. E ora scatta la promozione per i Giochi

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Rossini (Trentino Marketing): «Numero chiuso a Madonna di Campiglio modello replicabile». Olimpiadi, promozione mirata e focus sulla qualità più che sui volumi

Oltre 400mila arrivi e circa 1,4 milioni di presenze nel mese di dicembre in Trentino, con i numeri dell’intera stagione invernale che sono e saranno in linea con quelli dello scorso anno. Questa la proiezione dei movimenti turistici – effettuata tramite una stima su un campione ad ampio raggio – tracciata da Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, che conferma l’attrattività della provincia ed elogia la scelta del numero chiuso sulle piste di Madonna di Campiglio, indicandolo come modello replicabile anche in altre località.

Rossini, qual è il primo bilancio che possiamo fare in termini di presenze e arrivi?
«Ad oggi parliamo di un campione molto rappresentativo perché non abbiamo ancora i dati definitivi, quelli verranno indicati dal servizio statistica. La proiezione offre però numeri molto vicini a quelli dello scorso anno. Facendo un confronto possiamo dire che questa stagione sia partita meglio rispetto alla passata grazie ad un ponte di Sant’Ambrogio importante. A dicembre 2024 ci sono stati 431 mila arrivi e 1,4 milioni di presenze e credo che non ci discosteremo molto da questi numeri anche per dicembre 2025. La proiezione ad oggi dice questo, usiamo però una sana cautela».

Che impatto avranno le Olimpiadi sui numeri?
«Generalmente il mese di febbraio è molto importante per la stagione invernale. Non credo che ci saranno grandi cambiamenti in termini numerici, ma ci sarà, almeno in parte, una sostituzione della clientela. Quest’anno, soprattutto in Val di Fiemme, è attesa una presenza significativa di atleti, rappresentanti delle federazioni e personale organizzativo legato al grande evento, che in quei giorni andrà in parte a sostituire la clientela ordinaria e più fedele».

L’evento è quindi più un’occasione per promuovere il Trentino verso clientele diverse rispetto a quelle usuali.
«Questo sì. Dobbiamo dire che la Val di Fiemme, avendo organizzato diversi eventi tra cui anche coppe del mondo, ha una tradizione importante e le popolazioni che sono vicine a queste discipline sportive, come ad esempio quelle del nord Europa, grazie a questo tipo di manifestazioni fanno poi ritorno sul territorio. Si tratta di una clientela che conosciamo bene ed è un fenomeno che abbiamo già visto in altre situazioni. L’effetto principale sarà mediatico: grazie alle Olimpiadi porteremo le immagini del Trentino e della Val di Fiemme in paesi che ci conoscono meno. L’auspicio è che questo possa stimolarli nel venire un giorno a scoprire i nostri territori».

Rispetto alla promozione del territorio, in passato alcuni esponenti di Trentino Marketing avevano affermato che per evitare l’overtourism avete smesso di promuovere determinate località, come ad esempio la zona del Garda, in estate. Il discorso vale anche per l’inverno con le località sciistiche?
«Non è che non le promuoviamo più, abbiamo solo cambiato metodo. Un tempo le grandi campagne di promozione vertevano soprattutto sull’inverno e sull’estate. Oggi, avendo consolidato queste stagioni, riusciamo a promuoverle attraverso altri canali e non con grandi campagne. Lo facciamo attraverso un rapporto stretto con le televisioni, con i giornali e con il mondo dei social. Questo ci permette non solo di dare visibilità alle nostre località, ma anche di informare in modo corretto i turisti.
In estate molte persone si approcciano per la prima volta alla montagna e in questo contesto è importante spiegare loro in che modo svolgere le varie escursioni e a quali fattori prestare attenzione. Va anche detto che nel tempo abbiamo rafforzato decisamente, attraverso campagne specifiche, quelle che chiamiamo le “belle stagioni”: la primavera e l’autunno per la montagna e l’inverno, l’inizio della primavera e l’inizio dell’autunno per i laghi.
È una strategia che abbiamo adottato ormai da diversi anni. Le stagioni classiche reggono, si lavora meno sui numeri e più sui fatturati. Stiamo iniziando a vedere numeri decisamente interessanti in autunno e piano piano anche in primavera. Parliamo di un percorso a medio lungo termine.
Tutto questo con una grandissima attenzione a tutto quello che succede nel mondo perché la geopolitica incide molto sui viaggi. Dobbiamo prestare attenzione perché basta davvero poco per vedere sparire alcuni flussi da determinati paesi. L’esempio della Russia è il più eclatante… Questo resta importante anche per le stagioni classiche».

Parla di meno attenzione ai numeri e più al fatturato. Il numero chiuso proposto a Madonna di Campiglio è la soluzione corretta per il futuro?
«Questo tipo di scelta ha avuto una eco nazionale e internazionale e ciò significa che c’è una grande sensibilità sul tema. Oggi viene apprezzato tutto quello che va nella direzione di garantire una maggiore soddisfazione al nostro ospite nel momento in cui si trova sul territorio… Le soluzioni vanno trovate caso per caso».