I numeri
domenica 11 Gennaio, 2026
In Trentino servono oltre 25mila lavoratori stranieri, ma solo 19mila sono autorizzati dal Decreto flussi 2026-2028
di Simone Casciano
Dal settore agricolo a quello turistico-alberghiero, il fabbisogno reale supera di 6mila unità i posti ufficiali previsti dal governo. Oggi il primo click day per gli stagionali
In Trentino Alto Adige sul triennio è stato autorizzato l’arrivo di quasi 20mila lavoratori stranieri extracomunitari, ma il fabbisogno è ancora più grande. Questi i dati che emergono dagli allegati parlamentari al Decreto flussi 2026-2028, quello in base al quale oggi scatterà il primo click day per la registrazione dei lavoratori stagionali del settore agricolo. Ad essi seguiranno poi, il 9 febbraio, gli stagionali del settore turistico-alberghiero, il 16 febbraio quelli del lavoro subordinato non stagionale e il 18 febbraio quelli del settore assistenza familiare.
Posti autorizzati
Sono proprio i documenti del Decreto flussi a raccontare quanto ormai sia fondamentale una massiccia presenza di lavoratori extracomunitari per far funzionare molti settori dell’economia e quindi quanto sarebbe necessario aggiornare un sistema definito ormai da molti esperti del settore «macchinoso e vetusto». L’allegato 2 del Decreto identifica l’ipotesi di redistribuzione delle quote di lavoratori autorizzati per regione su tutto il territorio nazionale, raccontando le necessità riconosciute su base triennale. Per il Trentino Alto Adige il dato è aggregato e stima un arrivo, in tre anni, di 19.324 lavoratori, poco più di 9.000 a Trento e poco più di 10.000 a Bolzano. In particolare il dato aggregato tra lavoratori stagionali e non stagionali in regione è di 6.345 quest’anno, 6.463 nel 2027 e 6.516 nel 2028, pari al 3,9% del totale nazionale, che è di 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028. Insomma, per stime governative ogni anno l’Italia deve importare lavoratori extracomunitari pari alla popolazione di Trento e Rovereto per permettere a vari settori economici di funzionare.
Fabbisogno crescente
Un dato che è addirittura inferiore a quanto sarebbe necessario secondo le categorie economiche. Sempre negli allegati al decreto infatti si trova la stima regionale dei fabbisogni dichiarati dai settori e la richiesta è ben più alta dei posti autorizzati. Complessivamente in Trentino Alto Adige servirebbero 25.599 lavoratori e lavoratrici extracomunitarie, di cui 12.166 in provincia di Trento e 13.433 in Sudtirolo.
Per il settore agricolo, in Trentino servono 850 stagionali ogni anno, per un totale di 2.550. Per il settore turistico-alberghiero la necessità trentina è di 539 lavoratori nel 2026, di 576 e 583 negli anni successivi, per un totale di 1.698. Per quanto riguarda l’assistenza familiare, le badanti, il bisogno dichiarato è di 113 lavoratori nel 2026, 116 e 117 nel 2027 e 2028, per un totale di 346.
Il bisogno più grande però è alla macrovoce lavoratori non stagionali, quindi necessari sempre, che fa riferimento a vari settori dell’economia. Per citarne alcuni: le attività di trasporto e logistica richiederanno 500 lavoratori ogni anno, per un totale di 1.500, il commercio quasi 200 ogni anno, le costruzioni 767 all’anno per un totale di 2.301 addetti, le industrie di lavorazione alimentare oltre 300 l’anno. Il turismo trentino, oltre agli stagionali, avrebbe bisogno di 150 addetti extracomunitari l’anno, cioè 450 in tre anni. Per un totale, appunto, di oltre 12mila lavoratori e di più di 25mila in regione, che supera di circa 6mila quelli previsti dal Decreto flussi.
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