Il ricordo
venerdì 12 Luglio, 2024
Il saluto a Tomas Franchini sulle «sue» Dolomiti di Brenta. Il fratello Silvestro: «Hai fatto tanto e dato tanto, hai insegnato, non solo in montagna»
di Redazione
In tanti si sono riuniti per un ultimo abbraccio all'alpinista di Madonna di Campiglio, scomparso sulle Ande all'inizio di giugno
Una mattinata di sole e nuvole, nella maestosa cornice delle cime delle Dolomiti di Brenta, havisto tantissimi partecipanti stringersi intorno ai familiari di Tomas Conci, l’alpinista di Madonna di Campiglio scomparso all’inizio di giugno a soli 35 anni precipitando, per oltre 600 metri, sulle Ande peruviane mentre era in spedizione con il compagno cileno Cristobal Señoret Zobeck. In Un abbraccio commosso ma sereno, accompagnato dalla musica dal vivo- nel video, la colonna sonora de «La vita è bella» scritta da Nicola Piovani – nel verde del Ristorante Cascina Zeledria. A ricordare il giovane una manciata di oggetti per ricordare le passioni che hanno reso la vita dell’alpinista tanto intensa: tra gli altri un mazzo di stelle alpine, come quelle delle montagne di casa, un caschetto, una mountain bike, e una foto che lo ritrae sorridente, la faccia bruciata dal sole delle alte quote.
Il fratello Silvestro gli ha dedicato una lettera, riportata poi in un post su Facebook, per ringraziare i tantissimi che lo hanno amato, anche chi non è potuto venire. «Tomas non era normale e non voleva esserlo, i miei genitori ci hanno dato tutto quello che potevano e non ci hanno mai chiesto niente, ma noi abbiamo sempre cercato qualcosa. Affamati di fare più cose possibile e di farle sempre meglio ed in modo diverso». Proprio la passione per la montagna, però, ha continuato il fratello, ha finito per allontanarli: «cercavi in montagna una via sempre più estrema, ho sempre fatto fatica ad accettare questo, non volevo che ti mettessi in pericolo ero preoccupato per la tua salute ma in fondo avrei voluto essere come te. Nella tua breve vita hai fatto tanto ed hai dato tanto, sarai ricordato da tutti per sempre, dobbiamo tutti imparare da te, potevi insegnare molto, non solo in montagna». Un cenno commosso anche alle ultimi immagini di Tomas nel pieno delle sue forze, girate dal compagno di cordata il giorno prima dell’incidente: «cammini con una leggerezza ed una fluidità sovrannaturale, mi sembra di vederti già volare sopra la neve».
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