La tragedia di Caldes
giovedì 20 Aprile, 2023
Il padre di Andrea Papi: «Comodo chiuderla uccidendo l’orsa. Serva un’assunzione di responsabilità»
di Redazione
Per papà Carlo: «Le istituzioni non hanno fatto nulla per spiegare alla gente come comportarsi. Hanno lasciato tutti ignoranti e tranquilli»
«Troppo comodo cercare di chiudere questa tragedia eliminando un animale, a cui non può essere imputata la volontà di uccidere. Non ci interessano i trofei della politica: noi pretendiamo che ad Andrea venga restituita dignità e riconosciuta giustizia». Sono le parole di Carlo Papi, papà di Andrea, il runner 26enne ucciso dall’orsa JJ4 sul monte Peller, in Trentino, affidate a un’intervista con La Repubblica. «Qualcuno deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità della morte di Andrea – aggiunge il papà della vittima -. A costo di fare un passo indietro rispetto al ruolo pubblico che ricopre. Quella di nostro figlio non è stata una morte naturale. Nessuno si è ancora fatto vivo per chiederci scusa, per spiegarci le cause che hanno contribuito a creare le condizioni di questa tragedia. Confidiamo nella procura di Trento e nei nostri avvocati: il governo attuale della Provincia, come quelli che l’hanno preceduto, hanno il dovere di chiarire, assieme allo Stato, se è stato fatto il possibile per garantire la sicurezza».
L’appello del padre di Andrea si aggiunge a quello della madre, lanciato nei giorni scorsi. «Le vendette simboliche – afferma il papà del giovane morto il 5 aprile – non ci interessano. La colpa della tragedia non può essere circoscritta a un’orsa. Ucciderla non significa fare giustizia. Pretendiamo un’assunzione morale di responsabilità da parte di chi per quasi un quarto di secolo ha gestito gli orsi in Trentino». Le colpe delle istituzioni, per Papi, sarebbero state quelle di «non aver fatto niente per spiegare alla gente come comportarsi con un numero così alto di orsi, cosa fare per prevenire incontroi, quali zone non frequentare, come reagire a un attacco. Hanno lasciato tutti ignoranti e tranquilli».
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