Cultura

mercoledì 18 Febbraio, 2026

Il delta del Po approda a Trento: la mostra del pittore Claudio Marangoni sarà a Torre Mirana

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Nei suoi dipinti, l'esplosione della natura tra golene e canali

Un canale in un paesaggio brullo in una grigia giornata autunnale. La natura che esplode tra gli alberi in una golena. Un pioppeto invaso da una piena di gusto impressionista. Sono alcuni dei quadri che, per due fine settimana saranno protagonisti a Torre Mirana, nel centro storico di Trento. Sono le opere di Claudio Marangoni, pittore di Adria (Rovigo) ispirati ai paesaggi del Delta del Po, che da sempre affascinano fotografi, poeti e pittori. Le sue luci mutevoli, i riflessi dell’acqua, le nebbie che avvolgono le golene e i filari di alberi  disegnano un paesaggio sospeso, dove la natura si esprime con un’infinita gamma di sfumature.

La mostra in Sala Thun

La personale troverà spazio in Sala Thun, dopo aver girato diverse città in tutta Italia.

L’esposizione, patrocinata dal Parco interregionale Delta del Po, sarà aperta per due fine settimana: sabato 21 e domenica 22 febbraio e sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, con orario 10.30-12.30 e 16-19. L’inaugurazione è in programma sabato 21 alle ore 18.

L’autore

Claudio Marangoni, originario di Adria, è un pittore autodidatta che ha iniziato il proprio percorso artistico riproducendo paesaggi dei grandi maestri veneziani dell’età moderna e del periodo impressionista. La svolta verso una cifra più personale, profondamente radicata nel territorio polesano, arriva grazie all’incontro con il poeta Gian Antonio Cibotto, che lo indirizza verso la rappresentazione del paesaggio del Delta.

Dal 2000 espone in numerose mostre personali in Italia e soprattutto in Polesine, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 2010 conquista il primo premio al Concorso Nazionale di Pittura Via Ruzzina, aggiudicandosi anche il premio del pubblico. Molte sue opere fanno oggi parte di collezioni private. Della sua produzione hanno scritto, oltre a Cibotto, anche Sergio Garbato, giornalista e critico, e Giancarlo Marinelli, scrittore e regista.

Il Delta del Po affascina da sempre fotografi, poeti e pittori. Le sue luci mutevoli, i riflessi dell’acqua, le nebbie che avvolgono le golene e i filari di pioppi disegnano un paesaggio sospeso, dove la natura si esprime con un’infinita gamma di sfumature. È proprio da questa suggestione che nasce la mostra itinerante “La Pittura nel Delta” del pittore adriese Claudio Marangoni, un progetto che sta riscuotendo consensi e partecipazione.

La mostra a Sala Thun

Gli spazi espositivi di Sala Thun sono pronti ad accogliere la mostra La Pittura nel Delta, in cui Claudio Marangoni, attraverso pitture a olio, riproduce paesaggi naturalistici e scorci di vita umana legati al territorio deltizio.

L’esposizione, patrocinata dal Parco interregionale Delta del Po, sarà aperta per due fine settimana: sabato 21 e domenica 22 febbraio e sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, con orario 10.30-12.30 e 16-19. L’inaugurazione è in programma sabato 21 alle ore 18.

L’autore

Claudio Marangoni, originario di Adria, è un pittore autodidatta che ha iniziato il proprio percorso artistico riproducendo paesaggi dei grandi maestri veneziani dell’età moderna e del periodo impressionista. La svolta verso una cifra più personale, profondamente radicata nel territorio polesano, arriva grazie all’incontro con il poeta Gian Antonio Cibotto, che lo indirizza verso la rappresentazione del paesaggio del Delta.

Dal 2000 espone in numerose mostre personali in Italia e soprattutto in Polesine, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 2010 conquista il primo premio al Concorso Nazionale di Pittura Via Ruzzina, aggiudicandosi anche il premio del pubblico. Molte sue opere fanno oggi parte di collezioni private. Della sua produzione hanno scritto, oltre a Cibotto, anche Sergio Garbato, giornalista e critico, e Giancarlo Marinelli, scrittore e regista.

Un dialogo sensoriale con la natura

Nelle vedute di Marangoni si coglie un dialogo profondo con la natura del Delta del Po. I suoi paesaggi non sono semplici riproduzioni, ma esperienze sensoriali: davanti a una golena o a un pioppeto sembra quasi di percepire il canto dell’usignolo di fiume, il fruscio dei rami, l’umidità dell’aria che sale dall’acqua.

La materia pittorica restituisce la rugosità delle cortecce, l’intreccio dei tronchi, la vibrazione della luce sulle superfici. Soffermarsi davanti a una sua tela significa entrare in sintonia con un territorio di rara bellezza, dove ogni colore racconta una storia e ogni sfumatura custodisce un’emozione.

Nelle vedute di Marangoni si coglie un dialogo profondo con la natura del Delta del Po. I suoi paesaggi non sono semplici riproduzioni, ma esperienze sensoriali: davanti a una golena o a un pioppeto sembra quasi di percepire il canto dell’usignolo di fiume, il fruscio dei rami, l’umidità dell’aria che sale dall’acqua.

La materia pittorica restituisce la rugosità delle cortecce, l’intreccio dei tronchi, la vibrazione della luce sulle superfici. Soffermarsi davanti a una sua tela significa entrare in sintonia con un territorio di rara bellezza, dove ogni colore racconta una storia e ogni sfumatura custodisce un’emozione.