Il caso

lunedì 5 Gennaio, 2026

Il Centro di Accoglienza a 1100 metri di quota senza riscaldamento da due settimane: «Atto discriminatorio»

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Sessanta gli ospiti della struttura al gelo con temperature sotto lo zero dallo scorso 24 dicembre

Al Cas di Vaccamozzi-Erbezzo, nel Veronese, 60 richiedenti asilo sono al gelo ormai da 12 giorni. La denuncia arriva dall’Osservatorio migranti locale, che segnala come dallo scorso 24 dicembre il sistema di riscaldamento della struttura, che si trova a 1100 metri di quota, non funzioni a causa di un mancato rifornimento di gasolio (la cui fornitura è responsabilità della Prefettura, ndr) già richiesto a novembre ma mai effettuato nonostante le continue promesse.

«Spettabile Prefetto, ci auguriamo che lei e tutti funzionari della prefettura abbiate trascorso un sereno periodo festivo e al calduccio – si legge nella lettera diffusa dall’Osservatorio – Purtroppo non è stato così per 60 ragazzi ed 1 operatore ospitati nel Cas di Vaccamozzi ad Erbezzo. Erbezzo è a oltre 1.100 metri e il riscaldamento è un cosa seria molto seria. La causa del mancato funzionamento sarebbe dovuto alla
mancanza di gasolio con cui l’impianto funziona, la cui fornitura è competenza con costo a carico della Prefettura». L’appello è quello a intervenire immediatamente data anche l’impossibilità di trasferire i 60 ospiti in un’altra struttura, ma anche di assumersi delle responsabilità per il problema e i ritardi: «V
ista la gravità della situazione si chiede anche conto delle eventuali responsabilità e negligenze che hanno costretto al freddo le persone, tutte richiedenti asilo, affidate dalla comunità alla Prefettura di Verona e per cui vengono pagate ogni giorno somme importanti per essere accolte e non refrigerate – prosegue la lettera – Informalmente ci è stato riferito che la segnalazione della necessità di un nuovo rifornimento risalirebbe già da Novembre. Spettabile Prefetto, era già successo negli anni scorsi ma anche nell’ultimo recente autunno che i riscaldamenti nel Cas di Vaccamozzi venissero accesi oltre un mese dopo che gli abitanti di Erbezzo li avevano attivati e sempre per mancanza di rifornimento di gasolio, cioè sempre per responsabilità e colpa attribuibili alla Prefettura che lei dirige».

Nella chiusura, si parla anche della possibilità che questo susseguirsi di episodi sia un atto premeditato e discriminatorio: «Agli ospiti da giorni veniva promesso che il problema sarebbe stato risolto il pomeriggio stesso – si legge – Purtroppo abbiamo il sospetto che quanto è successo rappresenti un atto discriminatorio, cioè possibile solo perché chi è ospitato a Vaccamozzi non è considerato una persona dalla Prefettura o da alcuni suoi funzionari».