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venerdì 6 Marzo, 2026

Guerra in Medio Oriente, l’Onu rivela: «Israele in Libano colpisce i civili, servono indagini immediate»

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L'Alto commissario per i diritti umani Ravina Shamdasani denuncia la morte di intere famiglie a Baalbek e Nabatyeh e chiede di verificare il rispetto dei trattati internazionali

Una presa di posizione netta e urgente arriva dal Palazzo delle Nazioni in merito all’aggravarsi delle ostilità in Medio Oriente. L’Onu ha chiesto ufficialmente l’apertura di indagini immediate e approfondite sugli ultimi attacchi israeliani in Libano, sottolineando come l’impatto di questo nuovo conflitto sia già devastante per la popolazione locale. La denuncia porta la firma di Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, la quale ha evidenziato come i civili stiano pagando un prezzo dolorosamente alto in questa escalation di violenza.

Nella nota diffusa dall’organizzazione internazionale vengono citati episodi specifici che hanno destato particolare allarme. Tra questi figura il raid avvenuto il 4 marzo scorso a Baalbek, dove un missile ha centrato un edificio residenziale provocando la morte di almeno otto persone, tra cui figurano tre ragazze e due donne. A questo si aggiunge un ulteriore attacco registrato il giorno successivo nel distretto di Nabatyeh, dove a perdere la vita sarebbe stata un’intera famiglia composta da quattro persone. Questi eventi, secondo le Nazioni Unite, rendono improrogabile un accertamento tempestivo della dinamica dei fatti.

La richiesta dell’Onu punta a determinare con precisione se le operazioni militari condotte dalle forze israeliane siano state conformi ai pilastri fondamentali del diritto internazionale. In particolare, la verifica dovrà stabilire se siano stati rispettati i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, criteri essenziali che impongono ai belligeranti di proteggere i non combattenti e le infrastrutture civili. La necessità di condurre indagini approfondite nasce dunque dall’esigenza di far luce su attacchi che sembrano aver colpito zone abitative, lontano da obiettivi puramente strategici.

Concludendo la sua analisi, la portavoce Shamdasani ha ribadito che la trasparenza su quanto accaduto in territorio libanese è l’unico modo per garantire il rispetto dei diritti umani in un contesto bellico sempre più fuori controllo. Le Nazioni Unite restano in attesa di riscontri ufficiali per valutare le eventuali responsabilità e prevenire ulteriori stragi che coinvolgano la popolazione inerme lungo il confine tra Israele e Libano.