Gli aumenti sono arrivati a colpire anche le pompe di benzina del Trentino, dove il prezzo al litro, è cresciuto di circa due centesimi per la benzina e di due centesimi e mezzo per il gasolio.
Una situazione che non piace ovviamente ai clienti, né tantomeno a chi lavora nel trasporto e nella logistica.
«Le tensioni internazionali non possono trasformarsi nell’ennesimo colpo ai danni dell’autotrasporto. I carburanti rappresentano la principale voce di costo per le imprese del settore e ogni aumento improvviso rischia di scaricarsi direttamente sulla sostenibilità economica delle aziende e, a cascata, sull’intero sistema produttivo». Lo afferma Andrea Pellegrini, presidente di FAI-Conftrasporto Trentino-Alto Adige, commentando le preoccupazioni legate ai possibili rincari dei carburanti in seguito alla crisi in Medio Oriente.
«In queste ore la categoria è comprensibilmente preoccupata – prosegue Pellegrini –. Riceviamo numerose telefonate da parte delle imprese associate che guardano con apprensione all’andamento dei mercati energetici e chiedono alle istituzioni la massima attenzione verso un settore già sottoposto a forti pressioni sui costi. Il nostro territorio vive di mobilità e di scambi. Ogni giorno centinaia di imprese di autotrasporto trentine attraversano l’arco alpino e collegano il Nord Italia ai mercati europei. In questo contesto, il carburante non è semplicemente un fattore di costo: è il motore della competitività delle imprese e dell’efficienza delle filiere logistiche».
Per il presidente regionale della FAI anche variazioni apparentemente contenute possono avere effetti rilevanti. «Un aumento del 10 o del 15 per cento del prezzo del carburante – spiega – significa comprimere ulteriormente margini già molto ridotti. In un settore che opera spesso con contratti e tariffe definiti mesi prima, questi rincari rischiano di trasformarsi in perdite immediate per le imprese».
«L’autotrasporto – aggiunge Pellegrini – è un anello essenziale della catena economica del nostro territorio. Quando aumentano i costi del trasporto aumentano inevitabilmente anche quelli delle merci e dei servizi. È quindi nell’interesse di tutto il sistema economico evitare dinamiche speculative e garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi».
«Serve grande attenzione in questa fase – conclude il presidente di FAI-Conftrasporto Trentino-Alto Adige – perché tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici non si traducano in rincari ingiustificati che finirebbero per colpire duramente le imprese di autotrasporto e, con esse, l’economia reale dei nostri territori».