Mondo
lunedì 16 Marzo, 2026
Greg Bovino, il volto della Border Patrol, va in pensione: dopo la morte di Alex Pretti è caduto in disgrazia
di Redazione
La notizia arriva da media americani: di origini calabresi, ha 56 anni
Il dirigente della United States Border Patrol Gregory Bovino, diventato negli ultimi anni uno dei volti più noti della linea dura sull’immigrazione negli Stati Uniti, andrà in pensione dal servizio federale alla fine del mese.
La notizia è stata riportata da NBC News, che cita fonti della U.S. Customs and Border Protection (CBP), confermando un’indiscrezione pubblicata in precedenza da CBS News.
Bovino era stato rimosso a gennaio dal ruolo di comandante generale della CBP ed era tornato a ricoprire l’incarico di capo del settore della Border Patrol a El Centro, in California. La decisione era arrivata dopo le tensioni seguite alla morte di due cittadini statunitensi in Minnesota, Renee Good e Alex Pretti, e alle operazioni aggressive di controllo dell’immigrazione condotte in città come Minneapolis, Chicago e Los Angeles.
Classe 1970 e di origini calabresi, Bovino è cresciuto in North Carolina. I suoi nonni emigrarono dall’Italia negli Stati Uniti nel 1909, ottenendo poi la cittadinanza americana nel 1927.
La scelta di intraprendere la carriera nella polizia di frontiera, ha raccontato in passato, risale all’infanzia, quando rimase colpito dal film The Border (1982), con Jack Nicholson nei panni di un agente dell’immigrazione.
Bovino è entrato nella United States Border Patrol nel 1996, iniziando il servizio a El Paso, in Texas. Negli anni successivi ha assunto ruoli sempre più importanti fino a diventare uno dei dirigenti più visibili dell’agenzia.
Il suo nome ha iniziato a circolare con maggiore frequenza negli ambienti conservatori intorno al 2020, quando alcuni video promozionali della Border Patrol, accompagnati da musica rock, hanno contribuito a rafforzarne l’immagine pubblica.
Negli ultimi mesi Bovino è diventato una figura simbolo delle operazioni contro l’immigrazione irregolare promosse dall’amministrazione del presidente Donald Trump.
Durante le operazioni a Minneapolis hanno fatto il giro del mondo alcune sue immagini con indosso un cappotto verde militare con spalline e bottoni dorati, definito dal The New York Times «un simbolo del conflitto» nella battaglia politica e sociale sull’immigrazione negli Stati Uniti.
Con il pensionamento di Bovino si chiude quindi una delle figure più riconoscibili delle recenti operazioni federali contro l’immigrazione irregolare negli Stati Uniti.
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