Eccellenze trentine
venerdì 13 Marzo, 2026
Gli animali salvati dall’abbandono diventano parte integrante della «pet therapy». Oscar green all’Arca di Noemi
di Redazione
L'azienda della val di Gresta si rivolge in particolare ai bambini fragili. E dà una seconda opportunità a cavalli, asini, pecore che altri non hanno voluto
C’è un’azienda trentina tra le premiate, a Roma, degli oscar Green Campagna Amica di Coldiretti. Si tratta del progetto di pet therapy “L’Arca di Noemi”, nato nell’azienda agricola di famiglia in Val di Gresta, Noemi Cimonetti.
Il riconoscimento è stato assegnato a Roma nell’ambito dell’iniziativa dedicata ai giovani agricoltori che, con idee innovative e sostenibili, stanno cambiando il modo di produrre, consumare e offrire servizi nel settore agricolo.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il vicedirettore generale della FAO Maurizio Martina e i vertici nazionali e regionali di Coldiretti, tra cui il presidente trentino Gianluca Barbacovi.
Il progetto «L’Arca di Noemi» è una realtà dedicata alla pet therapy e all’agricoltura sociale, rivolta in particolare ai bambini fragili. La sua peculiarità è l’impiego di animali salvati dall’abbandono, che diventano parte integrante dei percorsi terapeutici.
Nell’azienda agricola della Val di Gresta, infatti, gli animali recuperati trovano una seconda possibilità e diventano strumenti di relazione e inclusione. Le attività di terapia assistita permettono così di creare esperienze che uniscono accoglienza, benessere e contatto con la natura.
«Il progetto rappresenta in modo straordinario lo spirito dell’agricoltura più autentica e innovativa», ha commentato Barbacovi. «Noemi ha trasformato la sua azienda in un luogo in cui agricoltura, solidarietà e rispetto per gli animali si incontrano. È un esempio concreto di come l’agricoltura sociale possa generare valore non solo economico, ma anche umano e comunitario».
Secondo Coldiretti, il riconoscimento conferma il dinamismo del territorio trentino, sempre più caratterizzato dalla presenza di giovani imprenditori agricoli capaci di sviluppare progetti innovativi, sostenibili e fortemente legati al territorio.