Il caso
domenica 8 Marzo, 2026
Giovo, odiosa lettera anonima contro la strada per Sara Piffer. Il sindaco replica: «È un simbolo nazionale della sicurezza stradale»
di Daniele Benfanti
Una lettera senza firma critica la scelta di dedicare una via alla giovane ciclista scomparsa. Il primo cittadino Dalvit porta il caso in consiglio e risponde punto per punto
Il sindaco di Giovo Riccardo Dalvit ha voluto rendere partecipe il consiglio comunale. Nell’ultima seduta d’aula, giovedì scorso, all’ultimo punto dell’ordine del giorno c’era la lettura di una lettera anonima giunta al municipio di Verla a fine gennaio. Lettera regolarmente protocollata. Cui il primo cittadino ha risposto leggendo ad alta voce anche il documento che la sua giunta ha deciso di elaborare.
Il caso riguarda l’intitolazione di una strada pubblica di Palù a Sara Piffer, la promessa del ciclismo femminile che nel gennaio del 2025 ha perso la vita, travolta da un’auto, sulla strada interna di collegamento tra Mezzocorona e Mezzolombardo. Sara, 19 anni, stava pedalando in allenamento con il fratello. «Normalmente alle lettere non firmate non si dà risalto» ha premesso il sindaco in aula. «Ma per trasparenza verso una comunità toccata da un profondo dolore per la morte prematura di Sara voglio che anche la lettera sia pubblica» ha sottolineato Dalvit.
L’estensore anonimo della missiva parlava di malumore in paese per l’intitolazione della strada a Sara Piffer: «Ma nessuno, per rispetto della famiglia, ne parla. Si è creato un precedente, ci sono molte persone scomparse nella nostra comunità a cui si poteva intitolare una via. Ci sono famiglie di serie A e serie B?» la domanda dell’anonimo. Il sindaco Dalvit ha ricordato che l’intitolazione anche agli sportivi vittime della strada ha permesso di derogare ai dieci anni di attesa dopo la morte. «Famiglia e amici hanno fatto un percorso forte – ha aggiunto il sindaco – trasformando questa morte in un messaggio positivo e di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale a livello nazionale». Le spese per la via crucis, poi, sono state coperte da sponsor e famiglia.
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