Alto Garda

lunedì 13 Aprile, 2026

Garda, con la stagione ripartono i fuochi sulla sponda bresciana e quella veronese. Ma Arco, Riva e Nago rimarcano il no

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Cresce l’ipotesi di una regia comune per sostituire i botti con droni e alternative ecosostenibili

È ufficialmente iniziata la stagione dei fuochi d’artificio con il primo grande evento pirotecnico che è andato in scena a Desenzano, riaprendo il dibattito su un tema che divide non solo i cittadini, ma anche le varie amministrazioni del Lago di Garda. Da una parte chi considera questa tipologia di eventi ad alto impatto ambientale e ha scelto di vietarli, dall’altra chi invece continua a promuoverli come momenti di aggregazione sociale e di grande attrazione turistica, non senza qualche ripensamento.

Nonostante i fuochi vengano ancora organizzati in diversi territori del Garda – da qui a fine estate sono una decina gli eventi in programma nel veronese e nel bresciano – i Comuni che condividono la sponda trentina del Lago, Arco, Riva e Nago Torbole, hanno scelto di non promuovere queste iniziative per tutelare l’ambiente. Una posizione diversa rispetto a quella dei territori confinanti come Malcesine e Limone, dove gli spettacoli pirotecnici vengono organizzati con regolarità, compromettendo almeno in parte l’azione portata avanti dai trentini. Dalle parole dei sindaci interpellati, però, emerge una considerazione chiara: sono eventi desinati a sparire e in futuro saranno sostituiti con altre forme di intrattenimento, come ad esempio con lo spettacolo di droni. Ciò che manca oggi è una regia comune, la capacità di muoversi come Garda e non come singole amministrazioni comunali. «Lo abbiamo visto con la ciclovia, figuriamoci con i fuochi» conferma infatti Zanoni, sindaco di Riva.

A chiedere una decisione politica comune, però, sono anche quei sindaci che ad oggi non hanno ancora bandito questa forma di intrattenimento, ma hanno iniziato a valutare una possibile alternativa meno impattante anche se il «fascino» dei fuochi – come confermano i primi cittadini di Malcesine e Limone – è ancora molto apprezzato da turisti e residenti e non è facile garantire un’alternativa valida. «Se però si trovasse un accordo con tutti i Comuni siamo pronti a vietarli anche noi» ha sottolineato Risatti, primo cittadino del Comune lombardo. Nel giro di qualche anno, con ogni probabilità, gli spettacoli pirotecnici per come sono conosciuti oggi cesseranno di esistere sul lago, o almeno questa è l’intenzione sbandierata.