I numeri
giovedì 5 Marzo, 2026
Flop dei ciclobox a Rovereto: vengono usati per 19 minuti al giorno
di Francesca Dalrì
Il vicesindaco Miniucchi: «C'è un basso grado di interesse in rapporto alla tariffazione applicata»
Una media di appena 19 minuti al giorno per un totale, su 365 giorni, di sole 113 ore e 28 minuti di utilizzo. Sono dati decisamente sotto le aspettative quelli che riguardano i livelli di impiego dei bixebox operativi da maggio del 2024 nel parcheggio di via Zeni a servizio della stazione ferroviaria (i dati sono relativi all’ultimo anno di utilizzo). Che il servizio non stesse dando i risultati sperati a dire il vero era risultato chiaro già a pochi mesi dalla loro inaugurazione, tanto da aver portato il gestore Smr, la Società multiservizi Rovereto, ad annunciarne, già a dicembre di quell’anno, la sostituzione con un nuovo ricovero chiuso per le due ruote nel futuro sottopasso della stazione ferroviaria. Ricovero che è poi stato effettivamente realizzato e inaugurato lo scorso dicembre, ma che non sta comunque dando i risultati sperati. Il primo mese di esercizio del cosiddetto ciclobox ha registrato infatti un totale di 13 ore e 18 minuti di permanenza delle biciclette con un numero di utenti pari ad appena sei persone e un livello di utilizzo inferiore a una bici al giorno (per la precisione il dato si ferma a 0,13 bici al giorno). Certo, in questo caso i dati, riferiti a solo un mese di utilizzo, potrebbero essere condizionati dal fattore stagionale (l’inverno non è certo il periodo più favorevole per le due ruote) e da quello che il vicesindaco Andrea Miniucchi (stimolato sul tema dal consigliere di opposizione Roberto Chemotti) definisce il fattore novità. «Ogni servizio innovativo dotato di sistemi di accesso digitale – afferma – richiede un tempo tecnico di metabolizzazione da parte dell’utenza». Per aumentare i volumi di utilizzo, assicura ancora l’assessore alle politiche per la mobilità, Smr metterà ora in campo una campagna di marketing multicanale volta a sensibilizzare l’utenza sui vantaggi della sosta sicura. Si valuteranno inoltre iniziative per far conoscere il servizio ai lavoratori e agli studenti che utilizzano lo snodo ferroviario.
Più complicato, invece, il ragionamento sui bike box di via Zeni che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, avrebbero dovuto contribuire a completare il progetto di riqualificazione del parcheggio. «Gli attuali bassi livelli di esercizio del servizio non appaiono coerenti con le generali potenzialità attese – conferma il vicesindaco –. Tramite l’indagine svolta dalla società la scorsa estate con interviste sul posto agli utenti pendolari è emerso un generale apprezzamento per la disponibilità del servizio ma un basso grado di interesse in rapporto alla tariffazione applicata». Mentre il servizio di ciclobox nel sottopasso è, almeno per ora, gratuito (è richiesta solo un’età maggiore di 16 anni e l’utilizzo di un’apposita app), le strutture modulari in via Zeni costano infatti dieci centesimi l’ora. Una tariffa che era già stata considerata bassa da Smr, volta a stimolare l’utilizzo del servizio ma che, proprio visti i pessimi risultati, non è più stata alzata. «Trattandosi di un servizio di sosta a pagamento ad alto standard di sicurezza – commenta ancora Miniucchi – l’utente potenziale è meglio rappresentato da segmenti specifici, come il cicloturista che necessita di un luogo protetto in cui collocare la bici per poi visitare la città, oppure il cittadino possessore di biciclette di valore, come le e-bike, disposto a pagare una tariffa per garantirsi una protezione contro furti e intemperie».
L’altra soluzione, già annunciata ma non ancora adottata, potrebbe essere quella di ricollocare altrove le tre batterie di bikebox da due posti l’una. «La scelta di non realizzare strutture fisse – conferma l’assessore – permette, ora che è stato avviato anche il servizio di ciclobox, di ripensarne il posizionamento in un diverso punto di attrazione». Dove, però, non è ancora chiaro.