La dichiarazione
martedì 11 Aprile, 2023
Flavio Tosi: «Da cacciatore dico: gli orsi non vanno ammazzati ma spostati in aree non antropizzate»
di Redazione
L'ex sindaco di Verona: «Lo stesso discorso vale anche per il lupo: sbagliato il ripopolamento»
Flavio Tosi, ex sindaco di Verona e deputato di Forza Italia, non ci gira intorno: «Serviva la tragedia del povero runner Andrea Papi in Val di Sole per scoperchiare il vaso di Pandora? Uomo e orso non possono convivere e lo stesso vale per l’uomo con il lupo e i grandi predatori. Ma la soluzione non è l’abbattimento. La soluzione è spostare gli orsi in territori non antropizzati, ha ragione lo scrittore ed esperto di montagna Paolo Cognetti (che ne ha parlato in un’intervista al T)».
Tosi, che ricorda di essere cacciatore (e presidente di un’associazione di categoria, Federcaccia Veneto, fino al 2019) spiega che vanno distinte le specie animali in natura: «L’orso fa l’orso e il lupo fa il lupo, i grandi predatori sono appunto grandi predatori. Non si possono fare ricadere su queste specie gli errori dell’uomo, che ha deciso di accogliere e portare avanti progetti di ripopolamento dove non si sarebbe dovuto. Le Alpi non sono l’Alaska, non possiamo ripopolare le specie predatorie in zone dove vive l’uomo. Il caso di Andrea Papi, purtroppo nella sua tragicità, è emblematico: ha ragione la sua compagna quando, rispondendo a qualche sciagurato che ha colpevolizzato la vittima, ha detto che da loro in Trentino per trovarsi nell’habitat dell’orso basta uscire dalla porta di casa. L’errore è di chi ha voluto mettere gli orsi lì. Vanno spostati in zone dell’Europa meno antropizzate».
Quindi Tosi, nello specifico dell’orso che ha ucciso Papi, dice che «va individuato, ma non abbattuto, basta narcotizzarlo e spostarlo in qualche foresta europea disabitata. Idem per i tre plantigradi considerati pericolosi e, poi, gradualmente, questo va fatto per tutti gli orsi. L’orso peraltro, a differenza del lupo, animale più complesso, è più facile da individuare, narcotizzare e spostare».
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