L'intervista
domenica 19 Luglio, 2026
Finalissima mondiali, il tifo argentino di Toto Forray: «Nel 2022 ero impegnato a giocare, questa volta faccio il tifo da Buenos Aires»
di Valerio Amadei
L'icona dell'Aquila Basket, trentino d'adozione: «Lautaro Martinez decisivo, ma la vera forza è il gruppo»
Per quanto ormai Toto Forray sia trentino d’adozione, e più in generale viva in Italia dal lontano 2003, le origini sono impossibili da dimenticare, e anzi, sono questo tipo di giornate che infiammano la «garra argentina» del capitano dell’Aquila Basket. Stasera si giocherà la finale della Coppa del Mondo tra Spagna e Argentina, e proprio da Buenos Aires Forray farà il tifo per la sua albiceleste.
Forray, immagino sia molto difficile mettere un attimo da parte la scaramanzia, ma che partita si aspetta?
«Il risultato non lo posso dire, porta sfortuna. Penso però che sia la finale più giusta per quello che si è visto in campo. Scenderanno in campo le due squadre che hanno dimostrato di più. Sarà sicuramente una bella gara da vedere».
Il cammino dell’Argentina non è stato adatto per deboli di cuore: agli ottavi l’Egitto ha sfiorato l’impresa, prima della clamorosa rimonta; poi il copione si è ripetuto in semifinale. Che idea si è fatto di questa squadra?
«L’Argentina è partita molto bene nella fase a gironi, ma dopo ha sofferto un po’ troppo, anche con Capo Verde. Il gruppo però si è fatto valere. Penso stia rispecchiando la cultura calcistica di questo Paese: nei momenti di difficoltà ci uniamo e tiriamo fuori il meglio, e noi argentini ci identifichiamo in questo».
Che aria si respira in queste settimane in Argentina rispetto a quattro anni fa?
«Qua si vive il calcio in maniera molto particolare. Già dagli ottavi di finale, dopo ogni vittoria, la gente usciva sempre di più a festeggiare per strada. Dopo il rischio in semifinale c’era ancora più gente, quindi mercoledì scorso in ogni centro urbano e in ogni quartiere c’erano assembramenti, le macchine e gli autobus non potevano girare».
Messi è chiaramente il simbolo nonché il giocatore più rappresentativo di questa Nazionale. Chi altro la sta impressionando in questa Coppa del Mondo?
«Direi Lautaro Martinez. Ha dimostrato di essere molto decisivo, ma in generale tutti danno il loro contributo: magari in una partita qualcuno è un filo più in ombra, ma in quella successiva viene fuori. I gregari stanno facendo un ottimo lavoro, quelli che entrano dalla panchina portano sempre energia positiva. È proprio tutta la squadra che ha fatto innamorare la gente, ed è questo che ci ha permesso di giocare un’altra finale mondiale».
Quattro anni fa, nel mentre che l’Argentina saliva sul tetto del mondo, era sul parquet con la maglia dell’Aquila. Che festa c’è stata in patria?
«Enorme. Essendo il 18 dicembre c’era tutta la gente per strada e per le vie della città. Quando poi i giocatori sono arrivati e hanno fatto il giro con il pullman scoperto penso che in giro ci fossero 5 o 6 milioni di persone. È proprio un mondo diverso. Diciamo che ogni occasione è buona per fare festa, e questa è la migliore di tutte. La gente si ritrova a vivere questi eventi insieme».
Un ruolo chiave, come d’altronde agli ultimi Mondiali, lo ha svolto l’allenatore Lionel Scaloni…
«Certamente. Ha dimostrato grande capacità di guidare questo gruppo e, se siamo in finale, è anche merito suo. Ciò che mi rende felice però è che, vada come vada, la gente è innamorata di questa squadra, al punto da identificarsi tantissimo. Anche in caso di sconfitta so già che la gente scenderebbe comunque in strada. A prescindere dal risultato, questa è già una grande vittoria».