L'intervista
sabato 28 Giugno, 2025
Federica Morelli e le radici del razzismo di oggi: «Fascismo e colonialismo arrivano dopo, l’origine è la tratta atlantica degli schiavi»
di Francesco Barana
Docente dell’Università di Torino e ricercatrice all’Istituto Storico Italo-Germanico della Fondazione Bruno Kessler di Trento, assieme al suo gruppo di ricercatori ha avviato il progetto «BlackItaly». «Raccontiamo una storia dimenticata»
La rotta atlantica dello schiavismo dal 1400 al 1800. E il ruolo dell’Italia. Una vicenda coperta dall’oblio, silenziata e rimossa. Federica Morelli, docente dell’Università di Torino e ricercatrice all’Istituto Storico Italo-Germanico della Fondazione Bruno Kessler di Trento, assieme al suo gruppo di ricercatori le dà luce con il progetto «BlackItaly. La penisola italiana e la schiavitù atlantica: una storia dimenticata», portato avanti proprio dalla fondazione trentina.
Si tratta di una minuziosa ricerca storica attraverso la consultazione di archivi, atti notarili, documenti d’epoca, per andare a fondo su quattro secoli di migrazioni forzate di schiavi che coinvolgono la penisola italiana e di cui ...
Leggi in libertà
Cultura
Il rock degli Hålo convince, tre giovani trentini a X Factor: conquistano tre sì e passano il turno cantando i Negramaro
di Redazione
Andrea Scantamburlo, Diego Degiorgis e Cristiano Torresani hanno tra i 18 e i 20 anni. La loro esibizione ha convinto Jake La Furia, Francesco Gabbani e Irama
Cinema
Ad Andrea Pallaoro l’Aquila di San Venceslao: «Trento ha formato il mio sguardo sul cinema. Chi ringrazio? Mia mamma, mi ha insegnato la dignità»
di Massimo Furlani
Il regista trentino ha ricevuto dal sindaco Ianeselli la massima onorificenza della città. In serata la prima trentina di «The Echo Chamber», in concorso a Venezia
PsicoT
«Non è solo una questione di cibo»: Rabini spiega cosa si nasconde dietro i disturbi alimentari e perché spesso sono invisibili
di Stefania Santoni
Dall’anoressia al binge eating, i disturbi alimentari possono colpire anche chi ha un corpo apparentemente «normale»: «Conta l’immagine che abbiamo di noi»