Giustizia
domenica 18 Gennaio, 2026
«Evasione Irpef da oltre 1,3 milioni dopo la vendita dell’elicottero»: a processo l’imprenditore Hurth, non residente in Italia
di Redazione
Davanti al tribunale di Rovereto la difesa del 94enne imprenditore sostiene che il velivolo fosse a uso esclusivamente privato e che il centro dei suoi interessi economici e familiari sia in Svizzera
L’accusa è quella di aver evaso l’Irpef per un milione e 318 mila euro, ai danni dello Stato italiano. L’imputato è l’imprenditore Friedrich Carl Anton Hurth, noto in Trentino per essere il titolare dell’omonima azienda che aveva sede ad Arco. Oggi 94enne, Hurth, secondo le accuse che gli vengono mosse dal sostituto procuratore Fabrizio De Angelis e portate in udienza al tribunale di Rovereto, ha mancato di versare il dovuto dopo che, nel 2016, il velivolo è stato venduto.
Nella seconda udienza davanti al giudice Fabio Peloso, i legali dell’imprenditore hanno portato avanti una difesa basata su due pilastri: in primo luogo che Hurth non risieda in Italia, ma abbia solo il domicilio a Prato Saiano, ad Arco, nei 18 ettari nei quali si trova una delle sue tenute; in secondo luogo che in ogni caso non vi sia alcuna evasione fiscale, in quanto l’elicottero era ad uso privato, e non commerciale, nonostante fosse stato prima acquisito e successivamente venduto come azienda.
A dimostrare questa linea difensiva, in tribunale hanno testimoniato il pilota e una persona che era al tempo dipendente dell’azienda, entrambi confermando che il velivolo era utilizzato esclusivamente per la famiglia, per gli amici o per commissioni strettamente personali.
Inoltre, la difesa ha prodotto gli estratti conto di Hurth a dimostrazione, secondo questa linea, che le ingenti spese di utilizzo dell’elicottero erano sempre state sostenute in forma privata dall’imprenditore, tanto da spendere oltre 600 mila euro dal 2009, anno dell’acquisto dell’elicottero, al 2016, quando è stato venduto.
Per quanto riguarda la residenza a Prato Saiano, la difesa ha sostenuto davanti al giudice che Hurth – il quale ha venduto le proprie attività imprenditoriali negli anni Novanta – non risiede più in Italia dalla fine degli anni Settanta, perché il suo patrimonio immobiliare – e quindi quelli che per la legge sono i prevalenti interessi economici – è per lo più situato in Svizzera, dove ha anche l’assicurazione sanitaria e dove risiedono tutti i suoi principali affetti familiari, ovvero i due figli e i quattro nipoti.
«Gli interessi economici e personali – è stato detto in aula da un consulente incaricato dalla difesa – sono le due sfere sulle quali si fonda oggi il concetto di residenza, che vengono utilizzate quindi per definirla. Dal punto di vista patrimoniale, ci sono proprietà sia in Italia che in Svizzera con una prevalenza in questo secondo Paese, mentre dal punto di vista della sfera personale non vi è dubbio che sia interamente concentrata in Svizzera».
Nella prossima udienza è prevista la discussione.