Il dato

mercoledì 18 Marzo, 2026

Emergenza sanità, in Trentino mancano 53 medici di famiglia e in due anni arriveranno 78 pensionamenti

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Dal 2024 «recuperati» quattro professionisti. Di Giannantonio (Fimmg): «Serve un nuovo modello territoriale»

Trovare un buon medico di base è un terno al lotto e il report annuale della Fondazione Gimbe, che calcola i fabbisogno per ogni regione e provincia autonoma, lo conferma ancora una volta. Ma, grattando tra i dati, si accende un barlume di speranza per i pazienti trentini: la situazione non è peggiorata, anzi, si intravede un leggero miglioramento. E questa tendenza potrebbe essere confermata anche l’anno successivo.

Cominciamo dalla cifra importante. La fondazione Gimbe (l’acronimo sta per Gruppo italiano per la medicina basata sull’evidenza) stima il fabbisogno di medici con il seguente metodo: il numero di assistiti divisi per 1.200. Si tratta di quello che, per legge, sarebbe considerata la soglia ottimale per ogni medico libero professionista. Ma sono in tanti ad andare «oltre soglia», fino a 1.500 assistiti e, in certi casi, fino a 1.800. Ecco, per rispettare la regola raccomandata dall’accordo collettivo nazionale, ci vorrebbero in Trentino 53 medici di medicina generale in più.

Non sono pochi in un territorio che raggiunge i 500mila abitanti. Ma sono comunque meno dell’anno scorso, quando, facendo gli stessi conti, ne mancavano 57. Insomma, in un anno (per la precisione dal 2024 al 2025, dato che il dossier Gimbe si riferisce sempre all’anno precedente), il Trentino ha «guadagnato» quattro medici. Il miglioramento si vede anche nel numero medio degli assistiti, che scende sotto quota 1.400: nel 2024 erano 1.405, nel 2025 si sono attestati a quota 1.388. Un piccolo miglioramento ma che si inserisce in un trend di lungo corso: sebbene il Trentino sia ancora sopra la media italiana (che vede un impegno di 1.383 pazienti per ogni medico), la provincia è il territorio italiano che, negli ultimi cinque anni (dal 2019 al 2024), ha visto una riduzione minore di camici bianchi: -1,5%, contro una flessione nazionale del 14,1%. Insomma, l’emorragia c’è e continua, ma sta rallentando.

Durerà? Il vero enigma è rappresentato dai pensionamenti: si calcola che entro il 2028 ben 76 medici attivi ora in Trentino raggiungeranno l’età della pensione. E sarà dura sostituirli con le sole «forze» che arrivano dal territorio. In Trentino, secondo Gimbe, il 49% delle borse di studio della scuola che prepara i medici di medicina generale non sono state assegnate: significa che manca quasi la metà degli aspiranti medici di base, almeno secondo la programmazione fatta dalla Provincia.

«La situazione del Trentino, pur meno critica rispetto ad altre Regioni, rappresenta dunque una finestra di opportunità: intervenire oggi significa evitare una futura emergenza anche nei territori attualmente più solidi — sostiene Valerio Di Giannantonio, segretario generale della Fimmg del Trentino — I medici di famiglia devono essere protagonisti del nuovo modello territoriale, non semplici utilizzatori di spazi. Le Case di comunità devono diventare luoghi di integrazione reale tra professionisti, capaci di sostenere il lavoro clinico e migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini. Occorre proseguire nel prezioso lavoro svolto finora in Asuit con la piattaforma di teleconsulto pubblico che ha garantito oltre 2000 consulti con specialisti nel 2025 e con la diffusione sempre più sistematica e capillare della diagnostica di primo livello e in provincia con gli accordi economici e organizzativi pregressi e prossimi, come l’Accordo Integrativo all’Acn 2022-2024».