L'INTERVISTA
mercoledì 10 Luglio, 2024
Elezioni presidenziali in Usa, Francesco Costa: «Attenzione a Kamala Harris, potenziale vincitrice»
di Margherita Montanari
Vicedirettore del «Post» e autore di «Morning», analizza il voto: «Gli Stati Uniti continueranno ad influenzarci. Taylor Swift è un fenomeno globale emblematico»
Il New Yorker lo ha soprannominato «The Man Who Explains Italy», l’uomo che spiega l’Italia. E in effetti la sua voce su «Morning», la rassegna stampa mattutina de Il Post, è tra le più ascoltate a livello nazionale. Da molti più anni, però, Francesco Costa è anche il giornalista che spiega l’America agli italiani. Con i toni «divertenti e incisivi» che lo hanno fatto conoscere ai media oltreoceano, stratifica l’immagine, spesso stereotipata, di un Paese che definisce «estremamente complesso». Un Paese abbondante, fatto di identità plurime, ingenuo, violento, di frontiera. Costa ritrae gli Stati Uniti attraverso queste parole nel suo ultimo libro «Frontiera. Perché sarà un nuovo secolo americano» (Mon...
Leggi in libertà
Poplar
Dal G8 di Genova alle mobilitazioni per Gaza, Annalisa Camilli ripercorre la criminalizzazione del dissenso: «Il termine sicurezza ha cambiato significato per colpire i manifestanti»
di Eva Pedroni
L'autrice di "Divieto di protestare" a Poplar Cult: «La stampa deve tornare a essere indipendente»
L'intervista
Spinelli e il rebus del centrodestra trentino: «Per noi il Patt vale più di Vannacci. La Lista Fugatti può diventare un partito»
di Simone Casciano
Il vicepresidente: «guardiamo al centro. Se le elezioni politiche fossero nell’autunno del 2027, giusto pensare di modificare la reggenza per liberare Fugatti»
La testimonianza
Domenico Pedrini e quella mattina terribile dell'11 settembre 2001: «Ero a Manhattan, vidi l'aereo colpire la prima torre e scappai più veloce che potevo»
di Roberta Danesi
L'imprenditore agricolo di Lasino: «Mi trovavo in America per lavoro. Ci bloccarono a New York per una settimana»
L'intervista
Le vacanze dei soldati israeliani pagate dall'Ong. L'esperto di diritto internazionale: «Se si parla di soldati i gruppi vanno distinti dai singoli. Rilevante il finanziamento di Tel Aviv»
di Lucia Ori
Marco Pertile (Università di Trento): «La sola presenza di militari non viola il diritto internazionale. Ma se sono programmi organizzati è problematico»