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mercoledì 8 Aprile, 2026
Elezioni in Ungheria, spunta un piano in dodici punti con la Russia: accordi su energia e cultura. L’opposizione: «Un tradimento»
di Redazione
Nell'elenco, rafforzamento dell'insegnamento della lingua russa e cooperazione sul nucleare
Nuove rivelazioni sui rapporti tra Viktor Orbán e Russia alimentano lo scontro politico in Ungheria a pochi giorni dalle elezioni parlamentari. Lo annuncia il sito online Politico.eu, i cui giornalisti hanno affermato di aver avuto accesso a documenti esclusivi. Materiale che mostrerebbe un piano articolato per rafforzare i legami economici, energetici e culturali tra Budapest e Mosca, confermando una strategia di progressivo avvicinamento all’Est.
Il piano in 12 punti
Secondo quanto emerso, l’accordo sarebbe stato firmato a Mosca nel dicembre 2025 dal ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó e dal ministro della Salute russo Mikhail Murashko. Il documento, finora inedito, prevede una cooperazione estesa in numerosi settori: energia, industria, agricoltura, sanità, istruzione e cultura.
Tra gli obiettivi principali figurano il rilancio degli scambi commerciali, penalizzati dalle sanzioni europee dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, e lo sviluppo di nuovi progetti comuni in ambito energetico, inclusi petrolio, gas, idrogeno ed energia nucleare.
L’accordo energetico
L’accordo aprirebbe inoltre la strada alla partecipazione di aziende russe a progetti energetici in Ungheria e a una maggiore collaborazione sul combustibile nucleare. Sul piano culturale ed educativo, Budapest si sarebbe impegnata a rafforzare l’insegnamento della lingua russa, anche attraverso l’arrivo di docenti da Mosca e programmi di scambio accademico.
Prevista anche un’intensificazione delle iniziative comuni in ambito sportivo e culturale, con un piano d’azione congiunto per il biennio 2026-2027.
Le critiche dell’opposizione
I rapporti sempre più stretti con il Cremlino rappresentano uno dei principali temi di scontro nella campagna elettorale. Il principale sfidante di Orbán, Péter Magyar, ha attaccato duramente il governo, definendo queste relazioni una “vera e propria forma di tradimento”.
Dal canto suo, Szijjártó ha respinto le critiche, sostenendo che la politica estera ungherese è guidata esclusivamente dall’interesse nazionale.
Nei documenti si sottolinea come il rafforzamento dei rapporti con Mosca non debba entrare in conflitto con gli obblighi dell’Ungheria come membro dell’Unione Europea. Tuttavia, negli ultimi anni Orbán si è più volte opposto a nuove sanzioni contro la Russia e agli aiuti militari a Kiev.
Secondo indiscrezioni, il premier avrebbe anche assicurato al presidente russo Vladimir Putin la disponibilità a offrire supporto “in ogni modo possibile”, rafforzando ulteriormente i sospetti su un asse privilegiato tra Budapest e Mosca.
Elezioni decisive
Il voto di domenica rappresenta un passaggio cruciale per Orbán, al potere da 16 anni con il partito Fidesz, attualmente dato in difficoltà nei sondaggi rispetto all’opposizione di centrodestra.
La campagna elettorale è stata segnata da tensioni crescenti, tra fughe di notizie, accuse di spionaggio e operazioni di cyber-sorveglianza. Al centro del dibattito resta il futuro geopolitico dell’Ungheria: equilibrio europeo o avvicinamento strategico alla Russia.
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