Economia

martedì 5 Maggio, 2026

Dolomiti Energia, la Uil sul possibile ingresso in Borsa: «Tenere al centro le ricadute sul territorio»

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Interviene anche Generazione Trento: «L'Amministrazione chiarisca motivazioni, alternative e garanzie»

Entrare in Borsa solo senza indebolire la regia pubblica. Il sindacato Uil del Trentino prende parola sul tema della possibile quotazione di Dolomiti Energia nel mercato azionario attraverso una nota stampa firmata dal segretario Walter Largher.

La Uil del Trentino conferma la propria posizione, già espressa nel 2022 e nel 2024 in occasione della cessione delle quote del fondo australiano Macquarie, sul futuro assetto di Dolomiti Energia alla luce del dibattito in corso e delle recenti ipotesi di quotazione in Borsa della società – si legge – Le indicazioni emerse pubblicamente, in particolare rispetto alla possibilità di rafforzare il controllo pubblico attraverso una maggioranza qualificata nel consiglio di amministrazione e nelle quote societarie, rappresentano un elemento di attenzione positiva. Allo stesso tempo, resta fondamentale verificare nel concreto la solidità di tali garanzie nel medio-lungo periodo nel caso di quotazione in borsa».

Non una strada da escludere, quindi, ma che va valutata con cautela: «Esiste il rischio che si ripropongano dinamiche già viste, con una pressione crescente verso la distribuzione dei dividendi a scapito degli investimenti strategici – prosegue la Uil – Come evidenziato anche dal confronto di questi giorni sulla stampa, le risorse raccolte attraverso il mercato potrebbero sostenere interventi rilevanti: sviluppo delle energie rinnovabili, potenziamento delle reti, rinnovo delle concessioni idroelettriche e non da ultimo incremento della forza lavoro. Obiettivi che riteniamo prioritari, ma che devono essere perseguiti senza indebolire la regia pubblica su un asset strategico per il territorio». L’appello è quello a mantenere le ricadute economiche per il territorio al centro delle valutazioni: «Dolomiti Energia garantisce già oggi un contributo significativo in termini di dividendi, imposte e canoni agli enti locali, un equilibrio che dovrà essere preservato anche in caso di apertura al mercato, evitando che le logiche finanziarie possano ridurre i benefici complessivi per la collettività».

Un possibile modello, spiega la sigla, è quello di un azionariato diffuso che coinvolga direttamente i cittadini trentini attraverso strumenti che incentivino l’acquisto di quote da parte dei residenti: «Vanno evitati approcci ideologici, ponendo al centro l’interesse generale: sicurezza delle infrastrutture, sostenibilità energetica, contenimento dei costi per famiglie e imprese e tutela del valore pubblico dell’acqua e dell’energia – conclude la nota – Serve una visione industriale chiara e condivisa, capace di coniugare sviluppo e controllo pubblico, garantendo che Dolomiti Energia continui a rappresentare un pilastro strategico per l’economia e la comunità trentina».

Anche i consiglieri comunali di Generazione Trento Martina Margoni e Claudio Geat hanno chiesto all’Amministrazione di chiarire di chiarire «quali siano le motivazioni industriali e finanziarie alla base di questa ipotesi, quali alternative siano state valutate, e quali garanzie si intendano introdurre per mantenere il controllo pubblico e tutelare l’interesse del territorio».