La storia

venerdì 26 Aprile, 2024

Dirige le funivie di Pejo in inverno e in estate gioca a poker: la doppia anima di Simone Pegolotti

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Il dirigente: «Altro che fortuna, conta la statistica. Ho successo ma in futuro il sogno è girare il mondo con la mia moto»

Direttore di Pejo funivie spa in estate e in inverno, abile giocatore di poker in primavera e autunno. Questa è la storia di Simone Pegolotti, classe 1977, storico volto del panorama turistico e amministrativo della Val di Peio (Pegolotti siede attualmente in Consiglio comunale tra i banchi della maggioranza con la civica “Il futuro è oggi”, dal 2005 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore), che da qualche anno si diletta, con grande successo, nella pratica del poker. Di classifiche ufficiali non ce ne sono, ma, a forza di macinare successi, Pegolotti è indubbiamente diventato uno dei migliori giocatori del panorama italiano. Il suo legame con il poker è iniziato nel 2007, anni del boom di questo gioco che dall’America è arrivato in Italia attraverso le piattaforme online. Proprio tramite il computer Pegolotti ha avuto il suo primo contatto con il poker, dapprima in maniera hobbistica e successivamente con un approccio professionistico. «Ho iniziato a giocare a poker in maniera casuale, ma nelle stagioni di chiusura delle funivie avevo parecchio tempo da dedicarci quindi immediatamente ho iniziato a comprare libri e volumi di approfondimento per migliorare il mio stile di gioco – ci racconta il direttore delle funivie –. Tolte le primissime esperienze, il mio approccio è stato quello di sfruttare al meglio le conoscenze statistiche sul sistema di gioco per limitare al massimo la componente fortuna, che indubbiamente gioca il suo ruolo sulle carte che ti arrivano in mano, ma che di certo non spiega il successo o l’insuccesso. Con il tempo ho affinato la mia tecnica: gioco attraverso degli schemi che mi sono creato con l’esperienza, ma c’è sempre da imparare. Negli ultimi anni la teoria del poker è stata rivoluzionata dalla Gto. Acronimo di Game theory optimal, si tratta di una nuova teoria, traducibile come teoria dei giochi ottimale, che propone uno stile di gioco perfettamente equilibrato che non permette agli avversari di approfittare dei nostri punti deboli».
Grazie a studio ed esperienza i successi hanno continuato ad accumularsi e anche nella prima uscita del 2024 le cose sono andate piuttosto bene. In un torneo primaverile in Repubblica Ceca, un High Roller con 95 giocatori e 550 euro di iscrizione, Pegolotti è arrivato al tavolo finale portandosi a casa diecimila euro di vincita a cui si assomma l’iscrizione gratuita a un prestigioso torneo da 1500 euro di tassa di ingresso. «Gioco normalmente 15 tornei all’anno tra primavera e autunno – aggiunge Pegolotti –. La mia settimana tipo prevede la partenza per la destinazione durante il pomeriggio del giovedì, gioco poi tutto il weekend e rientro a Peio durante il lunedì. Normalmente i tornei a cui scelgo di partecipare si trovano tra Austria, Germania e Repubblica Ceca, ma a volte mi spingo anche in Benelux (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, ndr). In Italia invece partecipo a pochi tornei, mentre ho totalmente smesso con l’online: trovo maggior soddisfazione nel confronto diretto con gli avversari, anche se gestire un torneo diventa difficile dal punto di vista fisico e mentale. Mi è capitato di giocare fino a 19 ore consecutive ed è impossibile pensare di riuscire a rimanere concentrati per tutto questo tempo. Nelle prime fasi di gioco mi muovo in maniera molto schematica, cercando di rilassarmi con film, musica o tennis. Se invece arrivo al tavolo finale cerco di concentrarmi esclusivamente sul gioco, perché in queste 7-8 ore si può puntare a portare a casa dei bei premi in denaro».
E a giudicare dal palmares, la strategia di Pegolotti funziona piuttosto bene, dato che nell’ultimo periodo il forte giocatore di Pejo è riuscito ad andare a premi in circa un terzo dei tornei a cui ha preso parte. «Negli ultimi anni le cose vanno bene, potrei permettermi di giocare solamente a poker ma non è nelle mie volontà – conclude il direttore –. Partecipo a tornei con un costo di ingresso tra i 250 e i 1000 euro, cercando di prendermi dei mesi di pausa dal gioco. Quando infatti inizia la stagione turistica, stacco totalmente dal poker e mi dedico solamente al lavoro. È un buon connubio che mi permette di gestire le pressioni e di dedicarmi anche a un’altra mia grande passione: i viaggi in moto. A breve ho infatti in programma un viaggio in solitaria di 7000 chilometri in Turchia. Il mio sogno è quello di continuare con questi ritmi per qualche anno, poi vorrei staccare completamente e dedicarmi a un viaggio più impegnativo in giro per il mondo».