La storia
martedì 6 Gennaio, 2026
DDÄ, alter ego di Mattia Schmidt: l’arte “distratta” che si muove tra colori saturi, frasi veloci e l’opera che cambia supporto ma non linguaggio, dai muri alla pelle
di Margherita Valdameri
Mattia Schmidt è anche autore di murales: ora il suo percorso è raccontato da un volume fotografico
Mattia Schmidt, in arte Deficit Dell’Attenzione, non è solo un tatuatore. Eppure, nello studio «No Name» a Trento c’è anche il suo nome e, con un po’ di fortuna, lo si può trovare chino su una schiena o un braccio, con la macchinetta da tatuatore e l’inchiostro in mano (cercando di vincere la sua paura degli aghi).
In realtà, però, la sua arte «distrattissima», come gli piace definirla, muove i primi passi qualche anno fa, subito dopo le superiori, quando con un amico inizia a creare linee, disegni, scritte e colori sui muri trentini. Il muro è il punto di partenza e ancora oggi il terreno più libero; anche nei lavori commissionati rimane lo spazio dove può muoversi senza filtri. Negli ultimi anni ha ...
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