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venerdì 6 Marzo, 2026

Danni da cinghiali, la Provincia corre ai ripari: indennizzi più facili e rimborsi fino al 90%

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La Giunta approva la delibera proposta dall'assessora Zanotelli: la soglia minima per il ristoro scende a 500 euro per tutelare la sostenibilità economica delle aziende agricole

Un sostegno concreto per fronteggiare l’emergenza cinghiali, che con la loro proliferazione mettono a rischio la tenuta delle aziende agricole trentine, in particolare nelle zone di montagna e a bassa redditività. La Giunta provinciale, su proposta dell’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli, ha approvato oggi una delibera che modifica i criteri per ottenere gli indennizzi per i danni causati da questi ungulati.

Il provvedimento, che aggiorna la legge provinciale sulla caccia, ha già ricevuto il via libera della Commissione competente del Consiglio provinciale e punta a rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici che finora impedivano il ripristino di molti terreni colpiti.

Cosa cambia: soglie più basse e rimborsi più alti

La novità principale riguarda l’accessibilità ai fondi. Fino ad oggi, per molte colture, la soglia minima di danno per poter accedere al rimborso era fissata a 1.000 euro. Questo faceva sì che molti agricoltori, pur subendo danni significativi, restassero esclusi dagli aiuti, rinunciando spesso al ripristino di campi e pascoli.

Con la nuova delibera:

La soglia minima di spesa indennizzabile per i danni da cinghiale scende a 500 euro.

La quota di rimborso sale al 90% del danno accertato (rispetto al 70% previsto ordinariamente per le altre specie di fauna selvatica).

«Con questa modifica vogliamo creare un incentivo reale: sostenere il ripristino dei terreni danneggiati e garantire la continuità dell’attività agricola, salvaguardando chi opera in zone a bassa redditività», ha spiegato l’assessora Zanotelli. «La proliferazione dei cinghiali mette a rischio molte aziende agricole, dove anche danni limitati possono compromettere la sostenibilità economica».

Adeguamento alle norme europee

L’intervento della Provincia recepisce inoltre le ultime direttive comunitarie. È stato infatti aggiornato il riferimento al regolamento europeo sugli aiuti “de minimis” nel settore agricolo, confermando il massimale di 50.000 euro nell’arco di tre anni per ogni impresa unica.

Grazie a questi nuovi parametri, l’amministrazione punta a una gestione più agile delle perizie, assicurando che i campi danneggiati non vengano abbandonati ma prontamente recuperati.