Ricerca
lunedì 9 Febbraio, 2026
Competitività e ricerca: Fbk lancia la sfida europea dal Tecnopolo di Bologna
di Redazione
Il presidente Ferruccio Resta e la ministra Bernini delineano il futuro del prossimo Programma quadro UE: investire nelle tecnologie di frontiera per difendere l'autonomia industriale italiana
Alla vigilia del nuovo Programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione, il tema della competitività tecnologica torna prepotentemente al centro dell’agenda nazionale. Presso il Tecnopolo di Bologna, la Fondazione Bruno Kessler (FBK) ha promosso una riflessione strategica durante l’evento «For a Human Centered Future», evidenziando la necessità per il Vecchio Continente di trasformare l’eccellenza scientifica in soluzioni industriali scalabili.
L’analisi di scenario presentata è impietosa: nonostante il 60% delle imprese manifatturiere italiane dichiari di innovare, meno del 20% introduce prodotti realmente nuovi. Con un investimento in ricerca e sviluppo fermo allo 0,8% del PIL — tra i più bassi in Europa — e un posizionamento ancora fragile in settori chiave come le neuroscienze e lo spazio, il sistema Italia è chiamato a un cambio di passo.
L’impegno della politica e il ruolo di FBK
In un video messaggio, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato l’importanza del legame tra accademia e impresa: «Non esiste industria competitiva senza università forti, non esiste innovazione senza ricercatori. Il nostro compito è creare le condizioni perché il talento resti in Italia e le idee diventino lavoro di qualità».
Il Presidente di FBK, Ferruccio Resta, ha ribadito come la Fondazione operi come ponte tra le filiere del territorio e le reti dell’Unione Europea: «Le transizioni tecnologiche stanno ridisegnando manifattura, sanità ed energia. La politica industriale non può permettersi di guardare altrove». Secondo Resta, FBK risponde a questa sfida investendo su giovani ricercatori e sostenendo percorsi che trasformano la ricerca di frontiera in iniziativa imprenditoriale.
Primati tecnologici: il primo Qubit italiano
I risultati tangibili di questa strategia non mancano. All’interno del Centro Sensors & Devices di FBK è stato infatti realizzato il primo qubit interamente sviluppato e prodotto in Italia, un traguardo storico per il settore delle tecnologie quantistiche. Ma l’impatto della Fondazione tocca anche le scienze della vita, con lo sviluppo di elettronica flessibile miniaturizzata per l’oncologia di precisione, e il settore dei trasporti, attraverso collaborazioni strutturate con RFI e ATM basate sull’esperienza trentennale nell’intelligenza artificiale.
Un panel di alto livello per l’Europa di domani
L’incontro, moderato da Massimo Sideri (Corriere della Sera), ha visto il contributo di figure di primo piano come Francesco Ubertini (CINECA), il rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, e Roberto Viola (DG Connect della Commissione Europea), il quale ha evidenziato l’importanza del quadro regolatorio per competere con giganti come USA e Cina.
Il confronto ha coinvolto anche il mondo industriale con esponenti di spicco quali Antonio Marcegaglia (Marcegaglia Steel), Enrico Resmini (Acea) e Stefania Boschetti (EY), concludendosi con gli interventi di Ferruccio Resta e del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli. Il messaggio finale è univoco: per tornare a essere protagonista globale, l’Europa deve saper valorizzare la propria ricerca e portarla con forza sul mercato.
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