Economia

martedì 13 Gennaio, 2026

Click Day per i lavoratori extracomunitari, richieste in aumento: 1.500 richieste dagli agricoltori

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Le imprese: «Sistema troppo rigido, ci sono problemi»

Sistema troppo macchinoso e rigido che costringe le imprese a scommettere sul futuro e a fare mille peripezie burocratiche, ma soprattutto la mancanza di alloggi e sistemazioni abitative che fanno perdere competitività al sistema economico trentino. Questi i tanti lati grigi del cosiddetto sistema del click day, una sorta di lotteria per cercare di accaparrarsi lavoratori provenienti dai pesi extra Ue.

I numeri
Ieri c’è stato il primo per i lavoratori del settore agricolo, il prossimo è previsto il 9 febbraio per il turismo, poi il 16 febbraio sarà l’ora dei lavoratori subordinati non stagionali e il 18 per badanti e assistenti familiari. Secondo le richieste delle imprese dei vari settori il fabbisogno di lavoratori extracomunitari nei prossimi tre anni è superiore alle 25 mila unità in regione, di cui oltre 12 mila in Trentino. Il decreto flussi che regola il sistema aprendo e chiudendo i rubinetti ne ha concessi 19.324, di cui poco più di 10 mila a Bolzano e poco più di 9 mila a Trento. Gli imprenditori locali non contestano tanto i numeri, quanto le eccessive formalità richieste, e poi avanzano alla Provincia la richiesta di riaprire il tavolo sugli alloggi per trovare una soluzione al problema della casa.

Agricoltura
Il presidente della Coldiretti Gianluca Barbacovi spiega che le esigenze di manodopera extracomunitaria del suo settore è cresciuta nel corso degli anni anche perché è diminuita la disponibilità di italiani e comunitari che sono sempre meno disposti a fare alcuni lavori nei campi: «Nel corso degli anni siamo passati da un fabbisogno di circa mille extracomunitari a quasi 1500. Il fabbisogno sta aumentando perché si trovano sempre meno persone. Da noi essenzialmente queste persone servono per la raccolta delle mele, già per la vendemmia ce la facciamo per lo più con lavoratori occasionali locali o comunitari, anche se c’è una quota di stranieri. Per la raccolta delle mele, invece, servono molto anche gli extracomunitario. La maggior parte vengono da fuori come Marocco, Pakistan e Serbia. Noi abbiamo bisogno di un numero di addetti che vanno dalle 23 alle 25 mila persone all’anno. Il 60% è coperto da lavoratori stranieri e il 40% da italiani. Tra gli stranieri il 20% è extracomunitario. Questo click day di inizio gennaio è dedicato soprattutto alla stagione estiva e a quella autunnale, mentre la stagione che va fino a primavera è già coperta dal click day dell’anno scorso.

Il Loagri
La finanziaria ha reintrodotto forme di flessibilità con il Loagri, che dà la possibilità agli agricoltori di impiegare, per un periodo di tempo massimo di 45 giorni, studenti e pensionati.
Una possibilità che fa tirare agli agricoltori un grosso sospiro di sollievo sperando che chi vuol arrotondare con un lavoretto in campagna ora può farlo.

Il problema casa
Ma l’ostacolo maggiore, come spiega Barbacovi è quello dell’alloggio: «Il tema degli alloggi per noi è un grosso problema. La Provincia ha già fatto molto per venirci incontro, ma ora serve riaprire il tavolo apposito per trovare una soluzione. Attualmente ci sono aziende agricole che riescono a dare una sistemazione ai lavoratori stagionali, ma non tutti ce la fanno e questo è un grosso problema perché è praticamente impossibile trovare casa sul mercato per uno stagionale. Poi l’altro grosso problema è la rigidità del sistema. Bisognerebbe trovare un modo più semplice perché il click day è un sistema rigido».

Turismo
Gianni Battaiola, presidente dell’Associazione albergatori del Trentino, spiega che al momento i numeri per il suo settore sono sufficienti: «Noi abbiamo una quota riservata come Federalberghi Trentino di 550 persone. Poi a questi vanno ad aggiungersi altre 880 persone che possono essere richieste tramite i professionisti e questo numero lo condividiamo con il settore dell’agricoltura. I numeri sono sufficienti, ma il problema vero per noi è trovare personale formato e che sappia l’italiano. Il personale deve poter comunicare in italiano e andrebbe formato prima del suo arrivo visto che chi fa domanda per far entrare una persona assevera due cose: un alloggio e un contratto di lavoro. Il personale dovrebbe essere già formato e pronto a lavorare, come previsto dal progetto ready to work dell’Agenzia del lavoro».