Trento
martedì 13 Gennaio, 2026
Chiusi i posti letto nei dormitori, 64 persone tornano al gelo: «Ora cercheremo rifugio nel parco»
di Federico Izzo
I racconti di chi, da stanotte, dovrà cercarsi un altro posto per dormire. Vullo: «Molti cittadini hanno offerto cibo in questi giorni»
Sono da poco passate le 19 e nel piazzale della sala della circoscrizione Oltrefersina iniziano ad arrivare le auto dei volontari della Croce rossa e dei vigili del fuoco. Poco dopo iniziano ad arrivare anche delle persone incappucciate per ripararsi dal freddo. Si tratta di uno dei dormitori provvisori che purtroppo domani (oggi per chi legge) dovrà chiudere i battenti. I senzatetto che alloggiano in questi giorni nella struttura sono 23 e da domani torneranno a dormire in strada. Proviamo a parlare con alcuni degli ospiti.
Keshab ha 32 anni, viene dal Nepal e non parla italiano. In inglese ci spiega che è arrivato in Italia solo 20 giorni fa, facendo il viaggio a piedi e in bus. Mentre parliamo, gli chiediamo che cosa ne pensa del fatto che all’indomani se ne dovrà andare dal dormitorio, ma dal suo sguardo disorientato capiamo che non è a conoscenza della situazione. La soluzione però è ovvia e ci indica un parco nelle vicinanze: «Dormirò lì».
Sempre del Nepal, incontriamo Khafli e Kcjharan, rispettivamente di 28 e 24 anni, richiedenti asilo da soli 20 giorni. Il loro viaggio, fatto interamente a piedi, è durato 3 mesi. Arrivati qui, senza soldi e senza un posto dove stare, hanno dormito per strada. Ci spiegano che a pranzo mangiano al Punto d’incontro di via Rosmini e che poi la sera quando arrivano al dormitorio mangiano ciò che i volontari gli forniscono.
Finiamo di parlare con loro e girandoci vediamo un ragazzo che sta arrivando verso di noi. Lo fermiamo e con lui riusciamo a parlare in italiano: «Il mio nome è Hisham – ci dice – e sono venuto qui per lavorare e aiutare la mia famiglia. Ho tre figli a Casablanca in Marocco. Domani non so dove dormirò. Non ho né un sacco a pelo né una coperta, ho solo questa giacca e sotto un’altra più leggera. I volontari sono tutti gentilissimi e ci aiutano molto».
Entriamo anche noi al caldo nella sala e vediamo i letti disposti ad un metro l’uno dall’altro. Vicino all’ingresso ci sono delle scatole di cibo e in fondo alla sala ci sono due bagni. A chiacchierare con i volontari, troviamo Michele Vullo, presidente della circoscrizione Oltrefersina che ci racconta una cosa molto interessante proprio sulle scorte di cibo presenti nella sala: «Alcune le ha portate la Croce rossa, ma la maggior parte del cibo ci è stato offerto dai cittadini che vivono qui vicino senza che nessuno glielo chiedesse. È stato un gesto spontaneo che abbiamo apprezzato davvero tanto. Anche il panificio Tecchiolli di via Degasperi ci ha portato del pane e delle brioche, aiutandoci con la colazione per i nostri ospiti».
Le persone che dormono in questo dormitorio hanno storie diverse e vengono da posti diversi: «L’età media è bassa – ci spiega sempre Vullo – ma abbiamo anche due casi di persone un po’ più anziane. In tanti ci chiedono se abbiamo contatti per trovargli un lavoro e sentiamo tante storie di situazioni molto difficili». Terminato il pasto la sala si fa quieta, e c’è già chi pensa a un domani più incerto. Qualcuno si mette già sotto le coperte, per approfittare del calore del letto che domani non avrà più.