La biografia

mercoledì 14 Gennaio, 2026

Chi era Silvano Bert, il prof cattolico dissidente pro aborto e pro divorzio: «Una presenza profetica, mancherà a tutta Trento»

di

Stroncato dalla malattia lascia la moglie Laura e i figli Chiara e Francesco. Domani i funerali alle 15 nella chiesa di Sant’Antonio

È difficile parlare di Silvano Bert, scomparso ieri all’età di 82 anni, circondato dall’affetto della moglie Laura, dei figli Chiara e Francesco, e dell’amatissimo nipote Andrea. E difficile, perché è stato un personaggio che ha lasciato un segno in diversi mondi della comunità trentina: insegnante, politico, persona impegnata nel sociale e nel mondo ecclesiale, scrittore, saggista, polemista, consigliere del museo storico di Trento, collaboratore di vari giornali, da Questo Trentino alla rivista L’Invito, di cui, insieme a Piergiorgio Rauzi, era stato fondatore e anima …e tante altre cose. Prima di tutto, però, era un amico e questo mi rende ancora più difficile parlare di lui.

Anche negli ultimi mesi, da quando cioè aveva scoperto di avere una malattia che non gli lasciava molto da vivere, Silvano Bert ha voluto «socializzare un’esperienza che di solito si vive in silenzio», e ha deciso di accomiatarsi da tutte le persone che hanno fatto parte dei suoi «mondi»: dai colleghi insegnanti ai suoi allievi, molti dei quali avevano conservato un ottimo ricordo di lui e mantenuto rapporti cordiali anche a distanza di tanti anni; dagli amici della Comunità di base di San Francesco Saverio, dove per decenni era stato una presenza profetica, ai suoi compagni di seminario, molti dei quali oggi sacerdoti; dalle persone che hanno condiviso la sua esperienza politica, ai numerosi amici e, naturalmente in primo luogo, alla sua famiglia e ai suoi cari.

Ricordo qui solo alcune delle tante battaglie di Silvano: la campagna per il referendum sul divorzio, quella sull’aborto e la colletta della Comunità di San Francesco Saverio per aiutare la comunità islamica trentina a costruire una moschea. Queste battaglie gli hanno causato un’infinità di critiche e di reprimende da parte dell’autorità ecclesiastica. Ma Silvano non si è mai fatto intimidire da nessuno. Con la Chiesa-istituzione ha avuto sempre un rapporto dialettico e spesso molto critico: anche in questi ultimi anni si è battuto allo stremo perché il Sinodo diventasse finalmente un’occasione per rendere protagonisti i fedeli e non solo le gerarchie. E allo scopo di contribuire al dibattito sinodale ha coinvolto numerose persone, creato gruppi e stilato documenti. Tra i temi che lo interessavano di più c’erano il sacerdozio femminile, l’abolizione del celibato obbligatorio, la laicizzazione dell’insegnamento della religione, la partecipazione dei fedeli alle omelie, il pluralismo religioso.

Silvano Bert aveva una smisurata fiducia nel dialogo e nella possibilità di interloquire anche con chi la pensava in modo antitetico al suo. Partecipava a tutti gli incontri pubblici di carattere culturale, politico o ecclesiale, portando sempre un suo originale contributo, espresso spesso in maniera sofferta e dialogica, mai apodittica. Il suo metodo, affinato in trenta anni di insegnamento all’ITI di Trento, si rifaceva alla maieutica di Socrate. Un suo «vanto» come insegnante è stato proprio quello di essere riuscito a suscitare interesse per le materie letterarie, e per la lettura dei giornali, ai futuri «periti» di un istituto tecnico, apparentemente attratti solo dalla scienza e dalla tecnica. «A cosa servono la storia e la letteratura», era la loro prima domanda. Ma poi si sono quasi tutti appassionati e ne hanno capito l’importanza. L’obiettivo di Silvano Bert era farne dei cittadini. In questo si è ispirato certo a don Lorenzo Milani, che si batteva perché i figli dei braccianti imparassero la lingua per poter competere coi figli dei ricchi. Anche le sue lezioni di lingua agli immigrati e ai carcerati rientravano in questa logica. Tra i libri in cui Silvano Bert parla di queste esperienze, c’è la sua autobiografia «L’aula e la città» e il libro-intervista «Il compito di domani». Cattolico del dissenso, militante politico a sinistra (iscritto al Pci fino al 1987 e al Pd da qualche anno), già consigliere comunale a Mezzolombardo, suo paese natale, impegnato nei movimenti ecclesiali, acuto osservatore dei fenomeni sociali e culturali, Silvano Bert ha documentato gran parte delle sue battaglie, delle sue convinzioni, dei suoi interventi pubblici in numerosi articoli e lettere sui giornali, spesso confluiti in libri e saggi.
Chiunque volesse conoscere il suo pensiero e la sua azione, non ha che da ripercorrere questi libri e questi articoli, in cui Silvano Bert ha riversato tutta la sua vita.