Politica
giovedì 5 Novembre, 2026
C’è la nomina del giudice di Tar e la maggioranza litiga di nuovo divisa su due nomi: ecco quali sono
di Donatello Baldo
La vicenda rischia di replicare quella della Corte dei Conti. Allora passò Barbara Balsamo, con i voti della maggioranza
La giornata in Consiglio provinciale inizia con la riunione della maggioranza nella saletta delle riunioni. All’esterno arrivano i toni concitati, le voci che si alzano. Poi esce all’improvviso l’assessore Mario Tonina: «Se ci dividiamo anche questa volta non arriviamo fino al 2028». Livido in volto se ne va, seguito dalla consigliera del Gruppo misto Eleonora Angeli che cerca di rabbonirlo. La riunione della maggioranza si scioglie, quelli che escono cercano di minimizzare, ma da tempo non si assistiva a uno scontro così plateale tra i consiglieri del centrodestra. Il casus belli? La nomina del giudice del Tar, ferma da otto mesi. Nei giorni scorsi Francesca Gerosa di Fratelli d’Italia ha proposto l’avvocato Sandro Manica, senza che nessun altro facesse controproposte. Ieri, la riunione della maggioranza serviva solo per comunicare l’intenzione di convergere su questo nome, ma ecco la sorpresa: il consigliere Claudio Cia di Forza Italia, d’accordo con l’autonomista Walter Kaswalder, propone alla carica di giudice del Tar il vice segretario generale della Regione Sergio Vergari. Salta tutto, e gli animi si accendono. Nessuno cede, ciascuno mantiene la propria posizione. Di più: Cia deposita ufficialmente la candidatura, che a quel punto è l’unica. «Noi volevamo prima condividere il nome, semmai confrontare i curriculum con altri candidati», spiega Gerosa.
La mattinata prosegue con i musi lunghi e la tensione palpabile. E iniziano le pressioni sul segretario generale affinché faccia lui un passo indietro: Gerosa parla fitto fitto con il leghista Roberto Paccher, vicepresidente del Consiglio regionale, ché magari può convincerlo lui, l’alto dirigente, a farsi da parte. Ma a fine giornata i nomi restano entrambi sul tavolo, l’avvocato e il segretario generale, il primo proposto da Gerosa e il secondo da Cia. Facile scorgere, in questo scontro, le vecchie ruggini tra i due esponenti politici. Ma Cia nega interessi di rivalsa: «Io non ci guadagno niente se il vice segretario generale della Regione diventa giudice del Tar. Ma ci guadagna il Tar, ci guadagna il Trentino, perché stiamo parlando di un professionista la cui competenza nessuno può mettere in dubbio, un uomo delle istituzioni che si è sempre mosso per l’interesse generale nel suo ruolo di funzionario pubblico».
Anche Gerosa nega nomine politiche: «Quella di Sandro Manica non è una proposta legata a una sua appartenenza politica, non scherziamo. Abbiamo proposto il suo nome perché abbiamo visto il suo curriculum, che è di grande rilievo». Se le nomine non hanno motivazioni politiche, lo scontro è però tutto politico. Se, come dice Tonina, la maggioranza si spaccasse sarebbe un bel problema, anche perché sarebbe un déjà vu: la nomina del giudice della Corte dei conti, lo scorso giugno. La maggioranza si era accordata sul nome di Lorenzo Bertoli, ma Walter Kaswalder —ancora lui — aveva proposto Barbara Balsamo. E passò questo nome, con il sostegno della minoranza e lo smacco della maggioranza.
Se la maggioranza litiga, la minoranza ne approfitta. E c’è da essere certi che se si andrà al voto con le due proposte, le opposizioni voteranno Vergari. Nome che però sembrano preferire a Manica anche per ragioni di merito. «Questi — dice infatti il consigliere di Onda Filippo Degasperi — vorrebbero costruire un Tar su misura per Fugatti. Prima la nomina dell’ex dirigente Giacomo Bernardi della sua avvocatura, quella della Provincia, che è stato anche candidato per il centrodestra. Ora vorrebbero completare il quadro con la nomina di un avvocato su cui nessuno può dire qualcosa sulla sua professionalità ma su cui sarebbe utile fare un ragionamento sull’opportunità». Il problema è questo: «Sandro Manica collabora assiduamente con lo Studio Florenzano, quello che rappresenta la Provincia proprio al Tar. Quando Florenzano andrà a difendere la Provincia al Tar troverà il suo collega oltre all’ex avvocato della Provincia. Dov’è la terzietà a difesa degli interessi del cittadino?». Quindi? «Se devo scegliere, perché vota anche la minoranza — ricorda Degasperi — io scelgo Vergari, che da ex dipendente pubblico non avrà conflitti di interessi nel suo ruolo di giudice».
Il capogruppo del Pd Alessio Manica (nessuna parentela, ndr) ne fa invece una questione di metodo: «Sono otto mesi che la nomina del giudice del Tar è all’ordine del giorno. In tutto questo tempo la maggioranza poteva trovare un nome da condividere anche con noi della minoranza, su cui trovare un’ampia convergenza: stiamo parlando di un giudice. Invece — continua il dem — per l’ennesima volta la maggioranza litiga, e lo fa in maniera plateale. Litigano su una nomina, perché dev’essere dell’uno o dell’altro partito. Non ho parole».
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