Il bando
mercoledì 19 Agosto, 2026
Case da ristrutturare e affittare, arrivano i contributi fino a 30mila euro: requisiti, importi e come fare domanda dal 24 agosto
di Redazione
La Provincia mette a disposizione 5 milioni di euro per recuperare abitazioni inutilizzate e destinarle alla locazione a persone con bisogni abitativi. Ecco come funziona la misura
Fino a 30.000 euro di contributo per ristrutturare un alloggio e metterlo sul mercato degli affitti a canone agevolato. È questa l’opportunità prevista dalla Provincia autonoma di Trento per i proprietari privati che intendono recuperare immobili oggi inutilizzati e destinarli a persone o famiglie con bisogni abitativi.
La misura, approvata dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla Casa Simone Marchiori, dispone complessivamente di 5 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate da lunedì 24 agosto a lunedì 12 ottobre 2026.
Un aspetto da tenere presente è che il contributo sarà concesso secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Per questo, una volta aperta la finestra, diventa importante presentare la richiesta completa nei tempi previsti.
Chi può presentare la domanda
La misura è rivolta ai privati cittadini che siano proprietari, anche per quote, di un’unità immobiliare situata sul territorio della provincia di Trento.
Il proprietario deve quindi avere un immobile da recuperare e impegnarsi, una volta terminati i lavori, a destinarlo alla locazione a soggetti con bisogni abitativi, alle condizioni previste dalla misura.
Quali immobili possono essere interessati
Il contributo riguarda gli interventi di risanamento di immobili di proprietà che saranno successivamente destinati all’affitto.
Al termine dei lavori, l’alloggio dovrà rientrare in una delle categorie catastali comprese tra A/2 e A/7, cioè nelle categorie delle abitazioni previste dalla misura.
Non tutti gli interventi sono però automaticamente finanziabili: la spesa ammessa deve rispettare i limiti stabiliti dalla Provincia.
Quanto bisogna spendere per ottenere il contributo
Per ciascuna unità immobiliare, la spesa minima ammissibile è di 15.000 euro, mentre la spesa sulla quale viene calcolato il contributo non può superare 50.000 euro.
Il contributo ordinario è pari al 50% della spesa massima ammessa.
Questo significa che, considerando il limite massimo di 50.000 euro, il contributo base può arrivare a 25.000 euro per ciascun alloggio.
È inoltre prevista una maggiorazione di 5.000 euro per determinate condizioni stabilite dal bando. Nei casi in cui ricorrano i requisiti per la maggiorazione, il contributo può quindi arrivare complessivamente a 30.000 euro per alloggio.
Un esempio pratico
Se per il recupero dell’immobile vengono sostenuti 30.000 euro di spesa ammissibile, il contributo ordinario, calcolato al 50%, sarà di 15.000 euro.
Se invece la spesa ammissibile arriva a 50.000 euro, che rappresenta il tetto massimo previsto, il contributo ordinario sarà di 25.000 euro.
A questo importo può aggiungersi la maggiorazione di 5.000 euro, se sono presenti le condizioni richieste dalla misura.
A chi dovrà essere affittato l’alloggio
L’immobile ristrutturato non potrà essere semplicemente rimesso sul mercato alle normali condizioni. Dovrà essere destinato a soggetti con bisogni abitativi, applicando le regole previste dalla misura.
Il proprietario ha però una possibilità importante: può individuare direttamente l’inquilino.
In questo caso, la persona scelta come conduttore non deve essere proprietaria esclusiva di un altro alloggio situato entro 40 chilometri dall’abitazione oggetto della locazione.
In alternativa ci si può rivolgere agli enti senza scopo di lucro
Il proprietario che non intende individuare autonomamente l’inquilino può scegliere una seconda strada.
È infatti possibile avvalersi dei servizi di mediazione di enti senza scopo di lucro che operano a sostegno di persone che si trovano in condizioni di bisogno o svantaggio.
Gli enti possono quindi contribuire a individuare le persone o le famiglie alle quali destinare gli alloggi recuperati, mettendo in relazione proprietari e soggetti con necessità abitative.
Il canone sarà ridotto
Chi beneficia del contributo dovrà applicare all’alloggio un canone di locazione agevolato.
Il canone dovrà essere ridotto del 15% rispetto al canone di mercato, calcolato secondo i criteri stabiliti dalla delibera della Giunta provinciale numero 1060 del 10 luglio 2026.
Il vantaggio per il proprietario, quindi, non consiste soltanto nel contributo a fondo perduto per i lavori: l’intervento consente di recuperare un immobile e di rimetterlo in locazione, mentre per l’inquilino significa poter contare su un canone inferiore rispetto a quello di mercato.
Quando si può fare domanda
La finestra per la presentazione delle richieste è precisa: le domande potranno essere presentate da lunedì 24 agosto 2026 fino a lunedì 12 ottobre 2026.
Non si tratta però di una graduatoria basata su un punteggio: le richieste saranno considerate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a quando saranno disponibili i 5 milioni di euro stanziati dalla Provincia.
Per questo motivo, chi possiede i requisiti e intende accedere alla misura dovrà prestare particolare attenzione alla corretta predisposizione della domanda e alla sua presentazione nel periodo previsto.
Perché è stata introdotta la misura
L’intervento nasce dalla norma inserita nella legge di stabilità provinciale 2026 con l’obiettivo di aumentare l’offerta di abitazioni disponibili sul mercato della locazione.
La Provincia punta in particolare a recuperare immobili che oggi non vengono utilizzati, sostenendo economicamente i proprietari che scelgono di ristrutturarli e di metterli a disposizione di persone e famiglie con difficoltà a trovare un’abitazione.
«Si avvia la raccolta delle domande per questa misura che, attraverso il riconoscimento di un’agevolazione a fondo perduto ai privati cittadini che risanano i propri immobili per immetterli nel mercato della locazione, intende contribuire a sopperire alla carenza abitativa», sottolinea l’assessore Marchiori.
La novità, aggiunge l’assessore, è anche nella possibilità per il beneficiario di scegliere autonomamente le persone con bisogni abitativi a cui affittare l’immobile, oppure di utilizzare la mediazione degli enti senza scopo di lucro.
In sintesi: cosa deve sapere il proprietario
Chi vuole accedere alla misura deve essere proprietario, anche per quota, di un immobile in provincia di Trento, sostenere per il risanamento una spesa compresa tra 15.000 e 50.000 euro, e destinare successivamente l’alloggio alla locazione a persone con bisogni abitativi.
Il contributo è pari al 50% della spesa massima ammessa, con un importo ordinario massimo di 25.000 euro, che può salire a 30.000 euro con la maggiorazione prevista dal bando.
L’alloggio, una volta recuperato, dovrà appartenere alle categorie catastali da A/2 ad A/7 e dovrà essere affittato con un canone ridotto del 15% rispetto a quello di mercato.
Infine, le domande dovranno essere presentate dal 24 agosto al 12 ottobre 2026. I fondi, pari a 5 milioni di euro complessivi, saranno assegnati in ordine cronologico fino al loro esaurimento.
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