Trasporti
domenica 5 Aprile, 2026
Caro-carburante, il piano mobilità di Gottardi: «Più corse per le fabbriche e 150mila chilometri extra per i bus in Paganella»
di Simone Casciano
L'assessore provinciale ai trasporti risponde alla crisi energetica con una doppia strategia: incentivi per i pendolari impossibilitati a usare il mezzo pubblico e nuovi collegamenti cadenzati per lavoratori e turisti
Una difficoltà può anche trasformarsi in un’opportunità. Ci credono sia l’assessore provinciale ai trasporti Mattia Gottardi, sia gli attivisti della Rete climatica trentina. Se la crisi dell’energia rischia di trasformarsi in un «caro-carburante» insostenibile per i tantissimi pendolari trentini, questa può anche essere l’occasione per portare quei lavoratori sul trasporto pubblico, fidelizzarli e ridurre costi e traffico sulle strade del Trentino. Per farlo però servono investimenti e strategie.
«Doppio binario»
Conscio della crisi, sono due i binari su cui sta lavorando l’assessorato ai trasporti al momento. «Ci sono due linee che stiamo seguendo» spiega Gottardi. La prima è il finanziamento di una norma, proposta e fatta approvare nella scorsa legislatura dal consigliere di Forza Italia Claudio Cia, a sostegno dei pendolari. «Si tratta di una legge che prevede incentivi per i pendolari che sono impossibilitati a utilizzare il servizio pubblico – spiega Gottardi – Stiamo lavorando a una mappatura dei potenziali beneficiari. Poi faremo una delibera e allocheremo le risorse dal bilancio».
L’altra linea di impegno è ovviamente il trasporto pubblico. «Quando ci fu la crisi energetica legata all’Ucraina, con il picco del costo della benzina a 2,3–2,4 euro, proporzionalmente si registrò una crescita dell’utilizzo del trasporto pubblico – osserva Gottardi – Sappiamo che i pendolari arriveranno, quello che dobbiamo fare, considerando il possibile prolungarsi di questa crisi, è favorirli con abbonamenti agevolati e abituarli a utilizzare il mezzo collettivo».
L’attenzione è concentrata sui lavoratori e in particolare su quelli del manifatturiero. «Stiamo lavorando con le categorie, in particolare con Confindustria, per garantire collegamenti con le aree produttive. Ad esempio, in Alto Garda e Ledro vogliamo replicare quanto già avviene in parte in Fiemme e nelle Giudicarie, con corse legate ai tre turni produttivi. Per lavori così scanditi è possibile organizzare un trasporto pubblico efficiente».
C’è poi un secondo filone di impegno. «Portiamo avanti il confronto con Trentino Marketing e le Apt: la Provincia investe per aumentare chilometri e corse. Parliamo, ad esempio, di 150 mila chilometri aggiuntivi questa estate in Paganella per favorire il trasporto pubblico turistico. La Paganella sarà la prima esperienza, partirà a fine giugno: reintegriamo in un unico sistema le corse per ospiti e residenti, invece di avere due servizi separati. Il risultato sarà un collegamento cadenzato ogni mezz’ora tra Andalo, Molveno e la città. Per la Paganella parliamo di 3 milioni in assestamento, a cui si aggiungeranno ulteriori risorse, ora non quantificabili ma importanti, per il trasporto pubblico in assestamento di bilancio».
«Verso la gratuità»
Anche gli attivisti chiedono alla Provincia di cambiare passo sul trasporto pubblico. «Questo è il momento di trasformare una crisi in opportunità – dice Viola Ducati della Rete climatica trentina – I Verdi altoatesini per esempio propongono il trasporto pubblico gratuito per chi ha meno di 40 mila euro di reddito annuo».
Quello che chiedono gli attivisti è anche e soprattutto una programmazione organica del trasporto, un’offerta costruita sui bisogni della popolazione. «La mobilità non è solo una questione ambientale, ma anche di giustizia sociale – spiega Ducati – Per questo chiediamo un Piano provinciale della mobilità urbana: uno strumento costruito a partire dall’analisi dei flussi e pensato per rispondere ai bisogni reali delle persone». Per loro una direttrice deve essere chiara. «Riteniamo che una delle direzioni da perseguire sia quella di tendere gradualmente verso la gratuità del trasporto pubblico. Certamente la questione economica non è l’unico fattore, ma incide».
La circoscrizione
Bypass e il ritorno della Valdastico, l'assedio di Mattarello: «Saremo invasi dai camion, l'agricoltura rischia la devastazione»
di Serena Torboli
Il presidente della Circoscrizione Nicolli contesta le priorità del Comune: «Il rischio idrico ad Acquaviva? Il vero problema è l'impatto del cantiere e del materiale di scavo che ricadrà tutto su di noi. Chiediamo una stazione come compensazione»
L'intervista
Radon in Trentino, il presidente dei geometri Zanetti: «Nessun allarmismo, il rischio si gestisce con la tecnica»
di Marco Ranocchiari
Dalle guaine isolanti ai vespai aerati: ecco come mettere in sicurezza gli edifici. «L'esposizione prolungata è pericolosa, ma oggi i professionisti sono formati per progettare bonifiche efficaci anche nelle aree prioritarie»
L'intervista
L'infermiere roveretano a Gaza: «A Pasqua nessuna speranza, nella Striscia i farmaci sono finiti»
di Emanuele Paccher
Riccardo Sartori opera con Emergency a Khan Younis e lancia l'allarme: «Beni sanitari bloccati alla frontiera e rischio epidemie. La situazione sta peggiorando, è un disastro a tutto tondo»