Sanità

martedì 6 Gennaio, 2026

«Carenza di infermieri, serve restituire appetibilità: senza personale la sanità non ha futuro»

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L'appello di Cesare Hoffer (Nursing Up): «2026 anno decisivo per la riorganizzazione, non possiamo permetterci ulteriori fughe»

Restituire appetibilità alla professione per evitare un collasso che riguarderebbe tutto il sistema sanitario. Il sindacato Nursing Up, attraverso una nota stampa firmata dal coordinatore Cesare Hoffer, interviene in merito alla recente mancata apertura degli ambulatori traumatologici di Madonna di Campiglio e San Giovanni di Fassa.

«È solo l’ennesimo episodio al quale assistiamo – si legge nel comunicato – In questi ultimi anni servizi e posti letto sono stati ridotti in azienda sanitaria per la mancanza dei professionisti infermieri, nonostante la disponibilità in servizio dei professionisti medici. Il momento è sempre più difficile e serve un passaggio epocale, la crisi che attraversa il personale infermieristico non può essere normalizzata, bisogna incamminarsi a grandi passi verso un nuovo percorso, che contemperi anche il grado di soddisfazione e le aspettative dei professionisti, in questo momento frustrate. Quello che serve è un progetto lungimirante di prospettiva, non bastano i tanti tagli nastro che celebrano le aperture delle case di comunità, è necessario poi riempirle di professionisti che in questo momento non ci sono e di progetti assistenziali e di salute, per fare questo occorre cambio di paradigma. È prioritario rendere appetibile lavorare nella sanità pubblica, farla diventare un luogo dove il professionista trovi motivo di crescita e soddisfazione, con adeguati riconoscimenti economici commisurati al livello formativo e di responsabilità, garantendo la possibilità di conciliare vita familiare e lavorativa».

Punti che, secondo il sindacato, sono venuti meno negli ultimi anni: «Assistiamo al sistematico spostamento del personale in reparti diversi da quelli di assegnazione, in spregio alla professionalità, attribuzione di attività demansionanti e impossibilità di conciliare vita-lavoro per i continui richiami in servizio – prosegue la nota – Il risultato di tutto ciò? Licenziamenti dall’azienda sanitaria con perdite sistemiche e in alcuni casi abbandono dalla professione, una sconfitta per tutti. Di questo passo, la vera fuga rischia di non essere quella all’estero, ma quella fuori dalla professione».

Il nuovo contratto della sanità offrirebbe comunque un primo spiraglio di luce, venendo definito da Nursing Up come la direzione giusta da intraprendere: «Il 2026 sarà un anno cruciale e dovrà essere quello della svolta definitiva, sarà fondamentale rivedere l’organizzazione delle attività, ormai obsoleta, e individuare adeguati finanziamenti in assestamento di bilancio, visto che Bolzano nel frattempo ha ulteriormente aumentato gli stipendi dei sanitari, rendendosi più attrattiva – conclude il comunicato – Non possiamo più permetterci di perdere ulteriori infermieri, visto che si sono dimostrati di fatto la figura fondamentale per tenere aperti i servizi sanitari. La spesa per l’assistenza sanitaria non deve essere considerata un costo, ma un investimento a favore del paziente e della collettività. Fare di più e meglio si può, si deve».