L'opera
martedì 10 Ottobre, 2023
Bypass, niente scavi prima della bonifica
di Francesco Terreri
Il disinquinamento nel progetto esecutivo. Ma le analisi si allargano
Il progetto esecutivo del bypass ferroviario, oltre che adottare tutte le prescrizioni del Comune e del dibattito pubblico sul monitoraggio ambientale nelle aree Sloi e Carbochimica, dovrà essere «compatibilizzato» con le nuove analisi sugli inquinanti che si stanno svolgendo a sud del ponte di Nassiriya e nell’ex Scalo Filzi, il piano da 13 sondaggi nell’area sequestrata dalla Procura e il piano in fase di definizione dei rilevamenti attorno al punto in cui è stato trovato un idrocarburo pesante nello Scalo Filzi. Analisi che vanno avanti mano a mano che emergono nuove aree inquinate e che si fermeranno solo quando non si troveranno più sostanze inquinanti. Ma, soprattutto, il progetto esecutivo dovrà valutare e prevedere le azioni per risolvere il problema, cioè le azioni di bonifica. L’opera ferroviaria non dovrà interferire infatti con terreni contaminati per non rischiare danni alla salute e alla sicurezza dei lavoratori del cantiere e dei cittadini. A novembre, completate le ultime demolizioni e gli ultimi trasporti delle tonnellate di materiale scavato alla superficie dello Scalo Filzi, partono i lavori per la galleria artificiale dal lato est di via Brennero. Ma lo scavo sul lato ovest non può partire prima che vengano fatte analisi e bonifiche. Non si può scavare se i terreni non sono puliti. Per avere i risultati dei sondaggi ci vogliono tre o quattro settimane. E poi serve il piano di disinquinamento. Le scadenze dl progetto, quindi, dovranno essere «spostate nel tempo», ammette l’assessore Ezio Facchin. «Cambiano le regole, ma si accelera e si fa un un anno quello che doveva essere fatto in due». Senza cambiamenti nel tracciato, aggiunge il sindaco Franco Ianeselli, «ma con la possibilità che cambi l’ordine dei lavori se necessario». Sui tempi della realizzazione della circonvallazione in Comune sono ottimisti. Ma intanto i sondaggi continuano e non si sa ancora qual è il perimetro delle aree inquinate. Intanto, dopo le richieste di accesso agli atti dei comitati contrari al bypass, è stato finalmente reso pubblico il progetto di fattibilità tecnico economico arricchito, in sigla Pfte+, cioè il progetto di fattibilità della circonvallazione ferroviaria con alcune delle 266 prescrizioni e modifiche decise nella Conferenza dei servizi. Il Pfte+ è alla base della gara d’appalto che ha visto l’aggiudicazione al Consorzio Tridentum di Webuild, Ghella e Collini. Finora Rfi lo aveva tenuto riservato perché considerato materiale di gara. Il Comune lo aveva ricevuto, ma per metterlo a disposizione aspettava il via libera della Procura, dato che nel frattempo era stata aperta un’inchiesta. Alla fine, con qualche polemica su chi lo abbia tenuto fermo, il documento è diventato disponibile. La prescrizione più nota che contiene è l’allungamento di 165 metri della galleria artificiale, che misurerà quindi 442 metri dallo Scalo Filzi, passando sotto il ponte dei Caduti di Nassiriya, fino a dopo le aree Sloi e Carbochimica. Altre prescrizioni dovranno essere recepite nel progetto esecutivo. «Si tratta soprattutto del monitoraggio ambientale, con termini di confronto compatibili» spiega Facchin. Ma il progetto esecutivo va reso compatibile con la caratterizzazione dei terreni dove dovrà essere realizzata proprio la galleria artificiale e con il sistema di bonifica che verrà previsto. «Con i sondaggi, il progettista dovrà spostare la realizzazione nel tempo. Ma si accelera e le attività previste in due anni si faranno in un anno» sostiene l’assessore alla mobilità del Comune. «Siamo tranquilli» conferma il sindaco Ianeselli. «Lo scavo della rampa sarà effettuato quando tutti gli inquinanti saranno stati eliminati». Intanto entro il mese verrà abbattuto l’ultimo edificio sul lato est di via Brennero, e, sempre entro il mese, verranno portate via le tonnellate di materiale scavato in superficie e trovato senza inquinanti.
Le azioni Webuild
«L’assessore Facchin versa 500 euro al mese al Fondo di solidarietà del Comune, finora ha versato 15mila euro» dice Ianeselli per difendere il suo assessore dalle proteste perché ha investito in Webuild, la vincitrice dell’appalto bypass, col rischio di conflitto di interessi. Il punto però non è che Facchin ha dato più al sociale che ai titoli in Borsa. Il punto è l’opportunità che un decisore politico abbia cointeressenze in un’azienda che opera nel suo campo. «Se vendessi le azioni ora, direbbero che avevo da nascondere chissà cosa» sostiene Facchin.
Allarme Lavisotto
Continuano gli avvistamenti di macchie oleose nel rio Lavisotto (Il T di domenica). L’ultima denuncia è del consigliere comunale Daniele Demattè. Oggi i comitati contrari al bypass presentano in conferenza stampa la manifestazione cittadina prevista per sabato.
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