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domenica 15 Marzo, 2026

Bypass di Rovereto, il Comitato Mobilità Sostenibile denuncia: «Cittadini ridotti a semplici ascoltatori. Il dibattito? Un processo pro forma»

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Parte il Dibattito Pubblico sulla tratta ipogea, ma il Cmst denuncia la mancanza di trasparenza

«Richiederemo agli enti competenti la risoluzione di tutte le criticità ambientali e sociali che si sono già manifestate a Trento e quelle che si manifesteranno a Rovereto durante il Dibattito Pubblico e la fase autorizzatoria del Piano di fattibilità tecnico economica». Questa la posizione del Comitato di Mobilità sostenibile Trentino che nella giornata di ieri è intervenuto per commentare la progettazione della circonvallazione ferroviaria di Rovereto.

«Il 9 marzo è iniziato il dibattito pubblico per il “lotto 3 B – Circonvallazione ferroviaria ipogea di Rovereto” con la pubblicazione della Relazione di Progetto e relativa documentazione – scrivono – Il Comitato richiederà l’accreditamento per presentare osservazioni, richieste e proposte. Nel ritenere i lotti prioritari 3A e 3B dell’accesso sud del tunnel di base del Brennero di fondamentale importanza strategica per la mobilità sostenibile delle persone e delle merci in Trentino e in tutto il Corridoio Scandinavo Mediterraneo, richiederà agli enti competenti la risoluzione di tutte le criticità».

Questo anche perché – sottolineano dal comitato – «nelle settimane scorse abbiamo richiesto che venisse indetta dal comune di Rovereto una assemblea pubblica per informare i cittadini delle interlocuzioni che si erano svolte a Roma tra gli enti locali e i massimi dirigenti di Rfi. Abbiamo incontrato il presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo per assumere informazioni, ma niente. L’assemblea non è stata organizzata e nessuna informazione è stata resa pubblica».

Stando a quanto riportato dai referenti del Comitato, inoltre, da una prima lettura della documentazione «oltre che emergere alcune criticità ambientali specialmente nelle tratte a cielo aperto a nord e sud delle gallerie naturali delle soluzioni 1, 2 e 3, si scopre che la scelta della soluzione migliore, utilizzando l’analisi multicriteria Amc, è stata già fatta in accordo con le autorità locali nelle “segrete stanze”, in assoluta mancanza di trasparenza. Riteniamo che il Dibattito Pubblico, previsto dall’art.40 del codice degli appalti, sia un “pro forma” di partecipazione popolare. I cittadini saranno “ascoltatori” nei webinar e nelle assemblee. Potranno intervenire soltanto le associazioni e comitati che hanno espliciti interessi all’opera, dichiarati nell’atto costitutivo e nello Statuto».

Una situazione che secondo gli esponenti della mobilità sostenibile ha portato a mettere «il bavaglio alla cittadinanza che non potrà influire minimamente nei processi decisionali». Proprio per questo, quindi, il Cmst nei prossimi giorni parteciperà agli incontri previsti, richiederà chiarimenti e farà delle osservazioni «con la consapevolezza che già è stato deciso come l’opera dovrà essere progettata e realizzata».