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domenica 11 Gennaio, 2026

Rovereto, nel rifugio della protezione civile: colazione e attesa per gli evacuati

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La grande macchina della protezione civile e dei volontari in azione per garantire ristoro, attenzione, e cura alle persone allontanate da casa per permettere agli artificieri di spostare l'ordigno in una cava di Ala

Alle 9.41 in punto la sirena di Rovereto ha suonato tre volte di fila ad avvisare che l’operazione di disinnesco dell’ordigno della Guerra mondiale era ufficialmente avviata: la zona rossa evacuata, in quella gialla le famiglie tenute a rimanere in casa, senza uscire nemmeno sui balconi o nei giardini. Nel cielo di Rovereto i droni del Nucleo permanente dei Vigili del Fuoco sorvegliavano che non ci fossero intoppi o problemi in una macchina organizzativa grande e complessa che si è messa in moto per garantire la massima sicurezza ai cittadini roveretani ma anche la cura e l’attenzione di cui tante persone, in particolare le più fragili e in difficoltà, hanno bisogno nei giorni più freddi dell’anno per allontanarsi dalle proprie case negli orari previsti per portare via la bomba che verrà fatta esplodere in sicurezza in una cava di Ala dai militari.

Nel centro di protezione civile di Marco, intanto, circa 150 evacuati sono arrivati con i propri mezzi o utilizzando il servizio navetta messo a disposizione per raggiungere il punto di accoglienza. Ad aspettarli e offrire sorrisi e rassicurazione tantissimi volontari: frutta e the caldo come generi di conforto, in preparazione una pasta al pomodoro per il pranzo. Ma soprattutto la gentilezza e l’attenzione, la sicurezza di sapere che le cose sono sotto controllo e fra poche ore, auspicabilmente, si potrà rientrare nelle proprie abitazioni.

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti con il dirigente provinciale della Protezione civile Stefano Fait, i vertici dell’amministrazione comunale roveretana: la sindaca Giulia Robol, il vicesindaco Andrea Miniucchi, l’assessora alle politiche sociali Arianna Miorandi, l’assessore Michele Dorigotti, il dirigente dell’ufficio tecnico Luigi Campostrini accanto agli sfollati e vicino ai tanti volontari e professionisti delle Forze dell’Ordine e del Soccorso che in questa mattinata si sono messi all’opera per sostenere la comunità e le quasi 10 mila persone coinvolte, fra zona evacuati e confinati in casa, dalle operazioni di messa in sicurezza.