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martedì 6 Gennaio, 2026

Björk si schiera con l’indipendenza della Groenlandia: «Noi islandesi liberi dalla Danimarca dal 1944. Se non l’avessimo fatto, ora parleremo danese»

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Non tutti i fan l'hanno presa bene: «Se lo facesse, gli Usa se la mangerebbero in un secondo»

Mentre Trump alza la voce e dichiara che la Groenlandia serve agli Usa per ragioni di sicurezza nazionale, Björk si schiera da parte dell’indipendenza dell’isola artica.

La presa di posizione arriva da un post su Facebook. Björk ricorda come l’Islanda sia riuscita a separarsi dalla Danimarca nel 1944, una scelta che – sottolinea – ha permesso al Paese di preservare la propria lingua e identità culturale. «Se non fosse successo – scrive – oggi i miei figli parlerebbero danese». Un’esperienza storica che alimenta, spiega l’artista, una profonda empatia verso la Groenlandia, ancora oggi territorio sotto sovranità danese.

La cantante richiama alcuni dei capitoli più controversi del rapporto tra Copenaghen e Nuuk, a partire dallo scandalo delle contraccezioni forzate, che tra il 1966 e il 1970 avrebbe coinvolto circa 4.500 ragazze groenlandesi, alcune appena dodicenni, alle quali vennero inseriti dispositivi intrauterini senza consenso. «Molte di loro – scrive Björk – sono mie coetanee o più giovani, oggi senza figli». L’artista cita inoltre le recenti politiche danesi di allontanamento dei minori dalle famiglie groenlandesi, ancora in vigore, che a suo giudizio dimostrano come i groenlandesi vengano trattati «come esseri umani di seconda classe».

Il post arriva in una difficile situazione  internazionale, segnata da nuove tensioni tra grandi potenze e da un rinnovato interesse strategico per l’Artico. Björk mette in guardia dal rischio che la Groenlandia possa passare «da un colonizzatore crudele a un altro», evocando un proverbio islandese — “úr öskunni í eldinn”, «dalla cenere al fuoco» — per descrivere un cambiamento solo apparente.

Il messaggio si chiude con un appello: «Cari groenlandesi, dichiarate l’indipendenza». Un augurio accompagnato da parole di vicinanza e solidarietà, firmate semplicemente: Björk, «con calore, dai vostri vicini».

Tempistica sbagliata? Lo pensano molte persone che hanno commentato il post senza risparmiare critiche: «Con l’indipendenza – sostengono alcuni – gli Usa si mangerebbero la Groenlandia in una secondo. Sei una grande cantante, ma lascia stare la politica».