Ambiente

sabato 17 Gennaio, 2026

Biodiversità, 1,7 milioni di dati sulla flora: Rovereto diventa modello nazionale per Ispra

di

Il lavoro trentennale sui monitoraggi floristici entra nella rivista scientifica Reticula

La Fondazione Museo Civico di Rovereto si conferma un’eccellenza nel campo della biodiversità e della ricerca ambientale, rafforzando il proprio ruolo nel panorama scientifico nazionale e internazionale. A sancire questo riconoscimento è l’ultimo numero di Reticula, la rivista dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dedicato alle sinergie di monitoraggio per la gestione delle aree protette.

In un volume che raccoglie i contributi delle principali istituzioni di ricerca italiane, il lavoro dei botanici della Fondazione – Giulia Tomasi, Filippo Prosser e Alessio Bertolli – si distingue come l’unico articolo focalizzato sulla biodiversità vegetale, segno di un’esperienza scientifica consolidata e riconosciuta a livello nazionale.

L’articolo, intitolato “Monitoraggi floristici e conservazione: una collaborazione tra istituzioni scientifiche e aree protette del Trentino”, racconta un percorso di monitoraggio floristico lungo oltre trent’anni, che ha permesso di costruire l’archivio floristico più completo della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di un patrimonio straordinario: oltre 1,7 milioni di record, frutto di rilevamenti sul campo, digitalizzazione dei dati e collaborazione continuativa con le aree protette.

Grazie a questa mole di informazioni è oggi possibile coprire l’85,5% della flora provinciale all’interno della Rete Natura 2000, fornendo basi scientifiche solide ai report richiesti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Non a caso, nell’editoriale di Reticula, il lavoro della Fondazione viene indicato come “un ottimo modello, considerabile una best practice” per il monitoraggio della biodiversità in Italia.

Il riconoscimento di ISPRA si inserisce in una programmazione scientifica che guarda al futuro. Tra i progetti più attesi figura la pubblicazione della “Flora veronese”, prevista per l’autunno: un’opera monumentale che corona oltre vent’anni di ricerche botaniche, con un archivio georeferenziato di oltre 460.000 dati, dal Lago di Garda alle vette del Monte Baldo.

Accanto a questo, la Fondazione coordina la raccolta dati per l’Atlante delle piante acquatiche del Nord Italia e partecipa al progetto transnazionale “Flora alpina sul web”, insieme a istituzioni di Francia, Svizzera, Slovenia e Germania.

Un altro filone centrale è il monitoraggio degli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi alpini. Gli studi sulla migrazione altitudinale delle piante hanno già documentato record storici di risalita fino a 3.607 metri, evidenziando l’impatto diretto del riscaldamento globale.

Un lavoro che unisce ricerca scientifica, conservazione della natura e supporto alle politiche ambientali, confermando la Fondazione Museo Civico di Rovereto come punto di riferimento nello studio della biodiversità vegetale e nella tutela del patrimonio naturale alpino.