Politica

domenica 29 Marzo, 2026

Attacchi a Tisi, centrodestra diviso e autonomisti in imbarazzo. «Contro il vescovo parole non condivisibili»

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Acli e Cnca in difesa

Non è solo l’opposizione a non aver gradito l’attacco dei consiglieri Claudio Cia, Luca Guglielmi e Walter Kaswalder nei confronti del vescovo Tisi e delle sue affermazioni su accoglienza e Cpr. Anche alcuni esponenti della stessa maggioranza, pur restando sulle loro posizioni in merito di immigrazione, invitano a lasciare la Chiesa fuori dallo scontro politico. È il caso della consigliera Maria Bosin e dell’assessore Mario Tonina, entrambi esponenti del gruppo provinciale del Patt di cui fa parte anche lo stesso Kaswalder. «Crediamo che il confronto su questi temi debba mantenere toni equilibrati, riconoscendo il valore del richiamo umano e morale espresso dall’arcivescovo, che invita a una riflessione profonda sul senso della comunità e della solidarietà», scrivono Bosin e Tonina in un comunicato. Bene i Cpr, ma devono essere «inseriti in un approccio complessivo che tenga insieme legalità, integrazione e sviluppo del territori», aggiungono. E il fatto che Kaswalder abbia deciso di prendere l’iniziativa sul tema non è piaciuto ai colleghi del gruppo: «Riteniamo infine importante che, su temi così rilevanti, il confronto all’interno del Gruppo consiliare avvenga in modo preventivo e condiviso».
Anche Eleonora Angeli del Gruppo Misto, non ha apprezzato l’intervento dei tre consiglieri: «Il richiamo della Chiesa non si sostituisce alla politica né pretende di governare fenomeni complessi — dichiara — Non voglio pensare che la guida del vescovo possa permettersi di assumere posizioni politiche di maggioranza o minoranza. Il suo ruolo resta alto e distinto: richiamare principi, non schierarsi». Si schierano a difesa dell’arcivescovo Tisi anche le Acli trentine. Il tema dell’accoglienza è sì una questione etica, ma è anche economica, «gli immigrati sono e saranno risorsa» per le aziende trentine. «La difesa della dignità della persona e di chiunque, indipendentemente dal Paese di origine, dallo stato sociale in cui si trova, dalla lingua che parla e dalla religione che pratica, è compito precipuo di ogni cristiano e di ogni sincero democratico», scrive in una nota Walter Nicoletti, il presidente delle Acli. Con l’auspicio che «la comunità trentina e le istituzioni perseguano un’azione di inclusione, crescita civile e professionale, educazione civica e rispetto delle regole per costruire un futuro d’integrazione».
Solidarietà anche dal Coordinamento nazionale comunità accoglienza, presieduto in Trentino da Claudio Bassetti: «Le parole dell’arcivescovo nell’omelia sono state cariche di umana empatia nei confronti dei migranti, di riconoscenza per il loro contributo all’intera comunità ma anche di denuncia sulle condizioni insostenibili dei centri di detenzione per il rimpatrio». Quello del vescovo di Trento, «è un monito alto che si rivolge a tutti noi ma in particolare alla classe politica che ha il compito di costruire politiche serie per gestire il fenomeno migratorio».
Casa Autonomia condanna le critiche dei tre consiglieri di maggioranza: «Si tratta di un fatto di una gravità inaudita. Ho atteso di leggere le scuse, che però tardano ad arrivare». Che sottolineano come «nel tentativo di cercare visibilità e autorevolezza, queste persone finiscano per mostrarsi irrispettose». Claudio Cia, dal canto suo, difende la posizione. «Si è voluto leggere un attacco dove c’era una critica di merito. Insieme ai colleghi Walter Kaswalder e Luca Guglielmi abbiamo espresso un giudizio limpido: su questioni così complesse non basta una lettura emotiva; servono equilibrio, realtà, legalità, responsabilità istituzionale. E lo confermo». E questa la replica a chi lo attacca: «Fa sorridere vedere certi esponenti della sinistra ergersi oggi a difensori delle parole del vescovo. Sono gli stessi che, quando la Chiesa richiama i principi della vita fin dal concepimento e della famiglia, la bollano come oscurantista. Più che coerenza, sembra convenienza politica».