La Procura
domenica 6 Aprile, 2025
Assenza di esigenze cautelari e condizione psicologica, le ragioni della scarcerazione di Bojan Panic
di Davide Orsato
Il procuratore: «Custodia cautelare inutile e dannosa per lui»
Una decisione inaspettata, rarissima ma «giuridicamente fondata» e che sta già facendo discutere anche al di fuori dei confini trentini. Un maggiorenne, benché per una manciata di mesi, formalmente libero nonostante un quadro grave: l’omicidio del proprio padre, consumato tra le mura domestiche poche ore prima. Bojan Panic non è nemmeno ai domiciliari è indagato, dovrà rispondere, nei primi giorni della settimana prossima, all’interrogatorio di garanzia condotto dal giudice per le indagini preliminari. Ma resterà in libertà, mentre la sua vicenda giudiziaria va avanti. La Procura di Trento (la pm che ha in mano il caso è Patrizia Foiera) è sicura nella sua valutazione, forte di un’indagine «intensiva» che ha potuto contare, nella giornata di ieri, venerdì 4 marzo, su otto ore di accertamenti da parte del nucleo investigativo scientifico dei carabinieri. Nella tarda serata tornava – è il parere degli inquirenti – tutto.
Le versioni coincidenti
Non solo la madre, Milka Panic, e il figlio Bojan hanno dato la stessa identica versione ai carabinieri, ma lo stesso racconto, senza contraddizione, è stato confermato dal fratello minorenne, presente in quei concitati momenti che hanno portato all’accoltellamento di Simeun Panic, 46 anni. Una ricostruzione che sottolinea il sentimento di angoscia e di terrore che vivevano tutti e tre, convinti che il padre (e il marito) potesse commettere un gravissimo gesto violento, attentando alla vita di uno di loro da un momento all’altro.
L’assenza di esigenze cautelari
Per gli inquirenti Bojan Panic non è una persona pericolosa. Il delitto è stato limitato all’ambiente familiare, in situazioni irripetibili, dominate da un forte contrasto emotivo e da contesto emergenziale. Quindi non c’è il rischio di reiterazione del reato. Il ragazzo è incensurato, ha collaborato fin da subito, è non sussisterebbe, secondo le valutazioni, il pericolo di fuga. Inoltre, il lungo sopralluogo di ieri, la copia forense dei cellulari, ha eliminato anche quello di inquinamento delle prove: i carabinieri hanno già raccolto tutto il necessario «congelando», ai fini delle indagini, la scena del delitto.
La valutazione dello stato psicologico
Ma, soprattutto, la Procura ha ritenuto che il carcere possa essere dannoso «per lo stato psicologico» di un ragazzo di quell’età, che ha già vissuto un trauma pesantissimo. «Quello che faremo come Procura – sintetizza il procuratore capo Sandro Raimondi – è chiedere la convalida d’arresto, dal momento che il reato è stato consumato. Ma per la nostra valutazione non ci sono esigenze di custodia cautelare. Si tratterebbe di una cosa inutile e dannosa sotto il profilo personale».
«È con la mamma e il fratello, sotto shock»
Bojan Panic non tornerà assieme alla madre, nel condominio di via Frecce Tricolori 4, a Mezzolombardo. Attualmente è ospiti di alcuni parenti in provincia di Bolzano. «È in un luogo protetto — fa sapere la sua avvocata, Veronica Manca — è in stato di shock, ma è stato felice di poter riabbracciare la madre e il fratello». Dopo l’interrogatorio questa situazione potrebbe cambiare. Il diciannovenne potrebbe infatti essere accolto — senza obblighi — in una struttura specializzati nell’accoglienza di giovani. Un passo che consentirebbe di seguirlo e di sostenerlo in un momento difficile. Con una priorità, quella di non perdere un giovane che ha vissuto un dramma, in attesa che la giustizia determini, oltre ogni ragionevole dubbio, le singole responsabilità. Ma i primi indizi — e le valutazioni della Procura, sono al momento a favore di un ragazzo costretto a compiere un gesto omicida per salvare una vita.
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