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lunedì 16 Febbraio, 2026

Arianna Fontana, che amarezza nei mille metri. L’azzurra solo quarta: «Se non mi avessero colpito, sarebbe stato podio»

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Con la medaglia sarebbe stato record. Amarezza dopo contatto con la cinese Gong

Arianna Fontana solo quarta nei mille metri. La pattinatrice valtellinese sfiora il podio e vede allontanarsi la possibilità di diventare l’atleta – uomo o donna – più medagliata della storia dello sport italiano alle Olimpiadi, estive o invernali.

Fontana, 36 anni, aveva contro di sì avversarie molto più giovani. È rimasta alungo nel terzetto di testa con la canadese Sarault e l’olandese Velzeboer, ma l’equilibrio si è rotto quando l’olandese è riuscita a imporre un altro ritmo. Nella confusione che si è creata successivamente si è inserita la coreana Kim, che approfitta di una linea leggermente larga di Fontana e si aggancia alla volata decisiva. Per l’azzurra non c’è più margine: l’inseguimento è vano. Oro all’Olanda con Velzeboer, argento al Canada con Sarault, bronzo alla Corea con Kim. Per Fontana una quarta posizione amara, la «medaglia di legno» a cui non è abituata.

Fino a quel momento, l’azzura aveva fatto bene. Nei quarti era risultata avanti alla coreana Choi, nella stessa batteria che ha eliminato una promessa del pattinaggio italiano: Chiara Betti. Bene anche Elisa Confortola, davanti all’olandese Velzeboer. In semifinale le due azzurre si ritrovano insieme: Confortola è riuscita a proteggere capitana dagli attacchi ripetuti di Choi  mentre Fontana ha scelto di restare seconda alle spalle della canadese Sarault.

Dopo la gara, Fontana non ha nascosto l’amarezza per un contatto con la cinese Gong che le ha fatto perdere terreno. «Sorrido per non piangere, sono tanto arrabbiata: ero lanciata verso una medaglia», dice a caldo. E ancora: «Fa rabbia perché non mi ha dato la possibilità di giocarmi il podio e proprio quando stavo per lanciarmi mi ha sportellato alla grande».

Ma nessuna regola risulta violata, secondo il regolamento. «Ho provato a ricucire il gap – ha proseguito Fontana – ma ormai la gara era finita. Girano le balle perché stavo bene, mi sentivo bene», ammette con franchezza. Poi lo sguardo torna avanti: «Magari più tardi mi farò un piantino, però tra due giorni abbiamo una finale importante con la staffetta. Torniamo al villaggio con un po’ di amaro in bocca, ma sarà benzina per il fuoco. Entreremo in pista senza paura».