Il contenzioso
mercoledì 19 Ottobre, 2022
Antitrust contro Dolomiti Energia. «Violate le norme»
di Simone Casciano
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato apre un'istruttoria nei confronti dell'azienda trentina, contestate le modalità di comunicazione degli aumenti dei costi della fornitura di luce e gas
Potrebbero essere centinaia, anche migliaia secondo il Centro ricerca e tutela dei consumatori di Trento (CRTCU), gli utenti interessati all’istruttoria che l’autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto nei confronti di Dolomiti Energia. L’azienda trentina è una delle 4 nei cui confronti l’antitrust ha avviato altrettanti procedimenti. L’attenzione dell’autorità si è concentrata sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas naturale effettuate in questi mesi.
Il decreto nazionale Aiuti Bis del 10 agosto scorso infatti sospende fino al 30 aprile 2023 sia l’efficacia delle clausole contrattuali che permettono alle aziende di modificare il prezzo di fornitura, sia la validità delle comunicazioni di preavviso se le modifiche sono state perfezionate dopo la data di entrata in vigore del decreto.
Sarebbe proprio questa la fattispecie in cui è caduta Dolomiti Energia che nei mesi di maggio giugno e luglio ha cominciato a comunicare ai suoi clienti aumenti calendarizzati per i mesi autunnali, in osservanza dei 60 giorni previsti per legge, e quindi fuori tempo massimo secondo quanto stabilito dal decreto. A sollecitare l’intervento dell’antitrust era stato anche il CRTCU «siamo nel caos, migliaia di consumatori trentini coinvolti e nessuna comunicazione della società che chiarisca costa stia facendo» ha commentato il direttore del centro Carlo Biasior.
Il consiglio ai consumatori è quello di contestare in forma scritta l’eventuale comunicazione di modifica unilaterale del prezzo di fornitura se era stata comunicata prima del 10 agosto ma con entrata in vigore successiva.
A Dolomiti Energia l’Autorità ha contestato anche l’ingannevolezza delle comunicazioni in cui giustifica gli aumenti con l’impossibilità di fornire energia elettrica ai prezzi concordati a causa dei rincari del gas, una posizione ritenuta in contraddizione con le affermazioni dei messaggi promozionali secondo le quali l’energia venduta proverrebbe interamente da fonti rinnovabili.
L’antitrust ha inviato anche una richiesta di informazioni per verificare possibili simili irregolarità ad altre 25 compagnie energetiche tra cui l’altoatesina Alperia.
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