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sabato 23 Maggio, 2026

Angelica e Giovanni in vetta all’Europa: a Sarajevo l’oro nel nome di papà Dario

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I due judoka trentini hanno dedicato i successi ai genitori recentemente scomparsi

Ne hanno assommati di successi in carriera Angelica e Giovanni Tarabelli, che nello scorso weekend hanno aggiunto alla collezione familiare di medaglie nel judo l’oro europeo nella categoria senior Ju No Kata (il «kata della cedevolezza») conquistato a Sarajevo. Eppure l’ultimo trionfo, unito a quello di marzo in Belgio nella gara delle World Series, ha un sapore davvero speciale. I due fratelli a dicembre hanno dovuto salutare il papà Dario, notissimo maestro e autentica icona della disciplina, per poi dover dare l’addio pochi mesi più tardi – era il 16 marzo – a mamma Dina. Due lutti ravvicinati che Angelica e Giovanni hanno affrontato proprio seguendo il messaggio tramandato dal padre: «Se si cade, ci si rialza».

Angelica Tarabelli, ci racconti il sapore degli ultimi successi.
«Abbiamo vinto nel nome di papà e mamma. E se da un certo punto di vista a dicembre eravamo pronti a salutare papà Dario, che a 90 anni aveva vissuto la sua vita, per mamma Dina è stato tutto più rapido e doloroso. Eppure a marzo prima della trasferta in Belgio, quando siamo andati a trovarla ed eravamo dubbiosi sull’opportunità di partire, ci ha spronato “Dovete andare e vincere”. Sono state le ultime parole che ci ha detto, perché al nostro ritorno le condizioni erano peggiorate ulteriormente. Ecco, dopo la vittoria di Sarajevo mi sono stesa sul tatami e ho pianto».

E cosa ha pensato?
«Soprattutto a ciò che ci ha sempre detto papà, ovvero che se si cade, ci si rialza. Questo ci insegna il judo, lo sport che lui tanto ha amato e che ora noi portiamo avanti. E aggiungo una cosa: quando pure mamma Dina ha cominciato a stare male, dicendoci che avrebbe voluto seguire presto papà Dario, ho capito che se dall’alto ci hanno messo di fronte questi combattimenti ardui da affrontare, significa che possiamo vincerli. E così è stato, gli ultimi successi sono la somma del judo di papà e dell’amore di mamma».

Cosa significa per voi questo sport?
«Per noi è tutto. Il judo è metafora di vita, i valori che impariamo e che vogliamo trasmettere sul tatami sono quelli che ci guidano fuori dalla palestra: crescita individuale e di gruppo, regole, rispetto».

Quali i prossimi obiettivi?
«Parlando da istruttrice, direi formare una vera e propria squadra in Trentino. Da atleta, vincere l’oro mondiale che è sempre sfuggito, abbiamo una lunga serie di secondi posti che manco Toto Cutugno… (il cantante noto anche per i sei secondi posti a Sanremo, ndr)».

A guidarvi è la passione o ci sono altri fini?
«Di sicuro non si fa per soldi: ora non ci sono nemmeno i rimborsi per le medaglie, che comunque erano di poco superiori ai 100 euro, insomma ci si pagava forse una piccola parte del viaggio visto che siamo stati anche a Las Vegas, Cancun e via dicendo. Insomma, la passione è il motore di tutto».

Ci sono giovani che vi seguono?
«Ci sono diversi talenti, tra cui ad esempio Karol Elia Portesi che assieme a Giovanni ha ottenuto il 5º posto assoluto ai Mondiali 2025 a Parigi, l’oro al World Series a Louvain la Neuve a marzo e il 5º posto assoluto all’Europeo di Sarajevo domenica scorsa nell’Itsutsu no Kata (il «kata dei cinque elementi»). Dopo la crisi degli anni del Covid, ci stiamo riprendendo anche a livello di numeri».

Angelica Tarabelli per convincere qualcuno a praticare judo direbbe di scegliere questo sport per…
«Per diventare donne e uomini migliori, in tutto».