Il progetto

domenica 9 Novembre, 2025

Anello ciclabile a San Vincenzo, parla Fondriest: «Servono percorsi e piste per tutti»

di

Il campione ha partecipato a molti incontri con la Provincia: «Si era parlato di valorizzare il ciclismo. Dalle sole immagini non mi sembra»

Il binomio sicurezza-ciclismo è un tema caldissimo, capace di stimolare idee e proposte, ma anche polemiche e forti prese di posizione. Il progetto presentato dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dal sindaco di Trento Franco Ianeselli sulla costruzione di un anello ciclabile sopraelevato nell’area San Vincenzo – seguito a poche ore di distanza da un aspro commento del presidente del Comitato della Federazione Ciclistica Italiana di Trento Renato Beber – ha ulteriormente riacceso la discussione, portando chi vive di ciclismo a intervenire su una questione che impatterà sul futuro regionale di questa disciplina, purtroppo caratterizzata negli ultimi mesi da diversi incidenti spiacevoli. Da sempre attento alla convivenza tra auto e biciclette sulle strade trentine, anche Maurizio Fondriest, ex ciclista su strada campione del mondo in linea nel 1988 e vincitore della Coppa del Mondo sia nel 1991 che nel 1993, si è espresso sulla questione che già nei mesi precedenti lo ha reso protagonista con incontri insieme ai massimi vertici regionali. «Nel corso degli ultimi mesi – spiega il fondatore dell’associazione “Io Rispetto il Ciclista” attualmente in Kenya dopo aver partecipato alla prima edizione della Gravel Burn, gara a tappe attraverso il semideserto sudafricano – ho partecipato a diversi incontri insieme al presidente Fugatti e, oltre a parlare di bike lane, abbiamo anche avuto l’opportunità di fare un accenno a quello che poi sarebbe diventato il progetto uscito in questi giorni. Essendo che da un paio di settimane sono lontano dall’Italia, non sono riuscito a seguire la vicenda nei minimi dettagli, ma sinceramente mi viene molto strano pensare che, dopo tutto quello che ci siamo detti, nel progetto non venga messo in risalto anche il ciclismo nonostante le promesse fatte».

«Negli incontri passati, parlando della bike lane – prosegue Fondriest – ho avuto una buonissima impressione dell’operato della Provincia che si è dimostrato rapido, competente e attento alle tematiche da me evidenziate. Non abbiamo approfondito ulteriormente ciò che riguarda il centro vero e proprio, ma chiaramente mi aspetto che venga messo in atto un piano di realizzazione di percorso e di piste ciclabili adatto sia a chi usa la bicicletta per fini agonistici, sia per amatoriali che banalmente vogliono divertirsi all’aria aperta. Appena torno in Italia – sottolinea – mi piacerebbe vedere meglio sia il piano che ascoltare le ragioni che hanno portato alla formulazione di ciò, così da poter poi giudicare in maniera più precisa e formulata senza parlare per sentito dire».

«Essendo un tema che mi tocca profondamente e a cui tengo parecchio, mi piacerebbe con l’aiuto della Provincia vedere quei documenti così da poter ampliare le mie conoscenze a riguardo, ancora insufficienti al momento per poter giudicare razionalmente. Nella mia idea, la base del lavoro dev’essere la realizzazione di un percorso di uno-due chilometri per permettere ai giovanissimi e agli esordienti di allenarsi in pace, senza dover rischiare incidenti spiacevoli: proprio a riguardo di ciò, quando sono andato in Toscana, sono rimasto piacevolmente colpito dal ciclodromo Alfredo Martini che penso possa essere un esempio di struttura adatta specialmente alle società sportive. Un altro aspetto che ho suggerito in questi mesi su cui penso vada posta particolare attenzione – sottolinea Fondriest -, magari chiamando in causa tutti gli organi del ciclismo come ad esempio la Mountain Bike o la Bmx (Bicycle motocross ndr), penso sia la necessità di ampliare l’uso delle loro strutture dedicate a queste attività affinché i ragazzi siano incentivati ad usare la bicicletta in totale sicurezza. Dall’approccio che ho avuto parlandone con i massimi organi regionali – conclude – non mi sembra che sia mai emersa la volontà di mettere in secondo piano il ciclismo, pertanto prima di trarre eventuali conclusioni aspetto di avere in mano i documenti necessari. Affinché un progetto soddisfi tutte le parti coinvolte è meglio sempre proporre soluzioni piuttosto che sollevare fin da subito criticità».