Trento
giovedì 15 Gennaio, 2026
Alle Albere c’è chi chiude e chi apre l’attività, in arrivo Arredamenti Del Fabbro: «Per noi una scelta strategica»
La titolare: «Zona giusta per visione, architettura e dinamismo, il luogo giusto per showroom e uffici»
Alle Albere c’è chi chiude la propria attività e chi, invece, sceglie l’area per iniziare un nuovo percorso commerciale. Si tratta di «Arredamenti Del Fabbro», azienda con sede ad Arco che dopo aver inaugurato un nuovo punto a Madonna di Campiglio è pronta ad aprire anche a Trento, proprio nel quartiere progettato da Renzo Piano, zona che Paola Del Fabbro, fra i quattro titolari dell’azienda, definisce «particolarmente strategica per visione, architettura e dinamismo».
Lo spazio, concepito come showroom, aprirà ufficialmente in primavera e si chiamerà «Design Point Del Fabbro Urban Lifestyle», anche se ad oggi risulta già presente con un allestimento temporaneo e con una vetrina dedicata a Milano Cortina 2026. «La decisione di aprire alle Albere nasce da una scelta strategica basata su un modello di crescita per format: spazi più compatti, fortemente identitari, pensati per avvicinarci ancora di più ai diversi stili di vita dei nostri clienti — spiega Paola Del Fabbro — Accanto allo showroom principale di Arco, che rimane il nostro cuore operativo e progettuale, abbiamo deciso di sviluppare una rete di showroom di dimensioni più contenute, concepiti come luoghi di consulenza, ispirazione e relazione. Il primo esempio concreto di questa strategia è stato il format “Alpine Lifestyle”, inaugurato nel 2025 a Madonna di Campiglio, mentre in primavera sarà la volta di Trento, alle Albere. Abbiamo scelto questo quartiere perché rappresenta perfettamente il dialogo tra architettura, qualità urbana e innovazione, valori che sentiamo molto vicini al nostro modo di intendere il progetto e il servizio al cliente».
Una decisione che va in controtendenza rispetto alle scelte delle diverse attività che negli ultimi tempi hanno deciso di chiudere e lasciare il quartiere, anche a causa del ridotto flusso di persone che attraversano la zona. Nei giorni scorsi è stato il ristorante giapponese Shi’s a gettare la spugna dopo 10 anni (il T di martedì). «Per un’attività come la nostra non è il posto che fa la differenza — spiega Del Fabbro — I clienti ci contattano prima, chiedono informazioni e prendono appuntamento, ma penso che le Albere siano probabilmente il luogo giusto per showroom e uffici». Parole, queste, simili a quelle pronunciate da Alberto Pedrotti, assessore al commercio del Comune di Trento, che su queste pagine (il T di ieri) ha ipotizzato la rinascita commerciale del quartiere proprio attraverso l’insediamento di showroom o servizi specifici. Il tutto anche a seguito – spiegava l’assessore – degli importanti cambiamenti che hanno colpito il settore del commercio al dettaglio.
«Di sicuro bisognerebbe fare una riflessione sul mercato e sulla direzione che sta prendendo il commercio — afferma Del Fabbro — Rispetto a qualche anno fa le cose sono cambiate anche per noi: prima i clienti arrivavano ed acquistavano i singoli prodotti al momento, mentre ora si basa soprattutto sulla consulenza». Cambiamenti che, in questo specifico settore, sono dati anche dal modo in cui le persone vivono la casa: «Ora la casa è uno spazio che viene considerato più importante rispetto a quello che succedeva anni fa e su questo forse ha inciso anche il Covid — aggiunge — I clienti si affidano agli esperti non più per la scelta dei singoli prodotto, ma per uno studio di tutta la casa. Ogni progetto deve rispecchiare il gusto di ogni cliente. Non si vende più il prodotto uguale per tutti, ma viene cucito e pensato su misura come fosse un abito, ovviamente in base alle necessità del cliente e della casa».
L’azienda «Arredamenti Del Fabbro», aperta nel 1920 da Ludovico Del Fabbro, è sempre stata a conduzione familiare passando di generazione in generazione. Da Ludovico Del Fabbro a Rolando, che ha raccolto il testimone negli anni cinquanta, passando per Gianni, che ha preso il controllo dell’azienda negli anni ottanta lasciando poi il posto ai figli Claudio e Paola e ai nipoti Thomas e Ivan Conzatti, i quattro titolari attuali. Un lungo percorso che ha festeggiato l’azienda a festeggiare i cent’anni di attività nel 2020».