Chiesa
martedì 7 Aprile, 2026
Alla veglia di Pasqua, nove adulti migranti battezzati in Duomo. Il vescovo di Trento Tisi: «Entusiasti, nel Risorto hanno trovato la Verità»
di Redazione
Da don Lauro un appello durante l'omelia: «Scegliamo il servizio contro la violenza»
La resurrezione come scelta di vita, come impegno verso gli altri e non come fuga o sottrazione rispetto al mondo, questo il cuore del messaggio rivolto dall’arcivescovo di Trento, don Lauro Tisi, ai fedeli. Nell’omelia pasquale celebrata nel solenne pontificale in cattedrale a Trento, l’arcivescovo monsignor Lauro Tisi ha richiamato con forza il significato della Risurrezione in un tempo segnato da tensioni e conflitti, indicando nel Cristo risorto una risposta radicale alla violenza della storia contemporanea. «In quest’ora drammatica della storia, la credibilità del Crocifisso Risorto è enorme. Viene conquistata a prezzo del suo proprio sangue e non versando il sangue degli altri, come cinicamente e tragicamente stanno facendo molti leader delle nazioni. Il Dio di Gesù ci mette la faccia, mette in gioco sé stesso, non gli altri: questa è la sua forza», ha affermato, ponendo al centro della riflessione una contrapposizione netta tra la logica evangelica e quella dei conflitti odierni.Commentando l’esortazione dell’apostolo Paolo – «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù» – l’arcivescovo ha sottolineato come la Risurrezione non rappresenti una fuga dalla realtà, ma al contrario un modo nuovo di abitarla. «La Risurrezione di Cristo racconta il valore inestimabile dell’umano, la sua altissima dignità, addirittura la possibilità di essere liberato dalla morte», ha spiegato, aggiungendo che «vivere da risorti non significa abdicare alla nostra umanità, ma osservarla con occhi nuovi, con lo sguardo di Dio consegnatoci da Gesù attraverso la sua vita e soprattutto il suo morire».
La vita come servizio
Nel corso dell’omelia è emerso con forza anche il tema del servizio come chiave per dare senso all’esistenza. «Dare alla vita la forma del servizio è la grande chance per impedire che essa diventi barbarie, violenza, disumanità», ha detto Tisi, indicando uno stile di vita alternativo alle derive individualistiche e conflittuali del presente.Il richiamo finale è stato all’immagine evangelica della corsa al sepolcro vuoto, simbolo di una ricerca che attraversa anche l’uomo contemporaneo. «A noi, corridori in cerca di vita, è offerta una tomba vuota», ha osservato l’arcivescovo, leggendo in quel segno l’annuncio di una speranza che va oltre la morte: «Pasqua ti dà una meravigliosa notizia: nella storia umana manca un corpo, per pareggiare il conto degli uccisi».
Un battesimo, tanti volti
Un segno concreto di questa speranza si è manifestato già nella Veglia pasquale della sera precedente, quando in cattedrale nove adulti provenienti da diversi Paesi hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Le loro storie, ha sottolineato Tisi, rappresentano una testimonianza viva della fede pasquale: «Cristo è davvero Risorto e ci precede nella Galilea del mondo e il male lo vinci immettendo un di più di dono e di amore». Parlando dei neo-battezzati, l’arcivescovo ha infine aggiunto: «Mi hanno raccontato con un entusiasmo travolgente che nel Risorto hanno trovato la Verità che non inganna, non bleffa, al contrario regala gioia e vita».
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