L'intervista

mercoledì 28 Gennaio, 2026

Alex Pretti, il dolore del prozio italiano: «Un omicidio, l’hanno massacrato. La sua famiglia? In val di Non»

di

Il racconto di Sergio Cavoretto: «Colpito alle spalle mentre aiutava una donna, era un ragazzo mite. La sua è una storia di emigrazione»
«A vedere Alex Pretti massacrato così, con dieci colpi alla schiena mi si è spezzato il cuore. Stava solo aiutando una donna e quelli dell’Ice sono peggio della Gestapo e quello è un omicidio». A parlare è Sergio Cavoretto, parente italiano, di Alex Pretti trucidato a Minneapolis dagli agenti che si occupano, o meglio dovrebbero occuparsi, della lotta all’immigrazione clandestina negli Stati Uniti. Dalle parole di Cavoretto, che vive nel Canavese in Piemonte, emerge una storia tipica delle terre che hanno conosciuto una fortissima emigrazione: «La storia americana della famiglia di Alex iniziò quando il suo bisnonno Giuseppe partì da Cagnò per emigrare nella penisola superiore del Michigan, a Bessemer...

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