gioielli del Trentino
lunedì 9 Dicembre, 2024
Ala, Palazzo Taddei svela i suoi tesori di arte e cultura
di Daniele Benfanti
Viaggio nello storico edificio nobiliare. Sette stanze visitabili per la prima volta al pubblico
ALA Il più antico palazzo alense restituito alla comunità e reso visitabile per la prima volta è il regalo che gli alensi hanno trovato sotto l’albero di queste feste. Nel week-end scorso l’inaugurazione e le prime visite. Ieri e oggi la replica. Con aperture garantite anche nei prossimi fine settimana di dicembre: la dimora aristocratica terrà i battenti aperti anche sabato 14, domenica 15, sabato 21 e domenica 22 dicembre, in concomitanza con il Natale nei palazzi barocchi. L’accesso è gratuito, con orario di apertura dalle 10 alle 19. Sono organizzate visite guidare a cura del personale del Museo del Castello del Buonconsiglio: oggi dalle 11 in poi e alle 15 (e così anche le prossime due domeniche). I sabati solo alle 15. Le visite durano tre quarti d’ora e i gruppi sono da massimo 20 persone (prenotazione sul sito buonconsiglio.it).
Verso il museo dei tessuti
«La comunità locale ha atteso a lungo ma oggi può godersi questo gioiello. Nel 2026 qui avremo il primo museo trentino dedicato all’arte tessile» commenta il sindaco di Ala, Stefano Gatti. «La convenzione che abbiamo fatto con il Buonconsiglio ci consente di dare in gestione il palazzo e le visite all’ente strumentale della provincia, che curerà anche l’allestimento del futuro museo, che valorizzerà la tradizione storica dei velluti e della lavorazione della seta ad Ala» aggiunge la vicesindaca e assessora alla cultura, Michela Speziosi.
E il riscontro di pubblico è stato subito confortante, anche perché dal cortile del palazzo, sotto le arcate illuminate scenograficamente, all’imbrunire, partono le suggestive passeggiate con le lanterne guidate dai vellutai di Ala in costume settecentesco.
Gente d’impresa
Ma chi erano i Taddei, che possedettero questo elegante palazzo nel centro storico nuovo di Ala? Famiglia di origine fiorentina, nobili (erano baroni), arrivati ad Ala da Verona con l’appoggio dei Castelbarco (signori della Vallagarina) alla fine del ‘300. Furono tra i primi a svolgere attività commerciali ed imprenditoriali, pionieri della tradizione dell’allevamento del baco da seta e della produzione di sete e velluti. Personaggio di spicco della famiglia fu Giovanbrunone Taddei, che a metà Seicento aprì la prima manifattura di velluto alense.
Affacciato sull’antica via di Villanova nel centro storico di Ala, il palazzo oggi ha forme seicentesche veneziane: semplice e austera la facciata esterna, molto elegante il loggiato interno sormontato da mascheroni. Il palazzo è stato poi ampliato e migliorato, con decorazioni nuove che arrivano fino al primo Novecento.
Cosa si può visitare
Il Comune di Ala ha acquisito il palazzo nel 1998 e dopo lunghi e accurati restauri lo ha aperto al pubblico in questi giorni. Salita la scala che porta al primo piano, si possono oggi visitare ben sette sale o stanze, che sono state riviste nel corso dell’Ottocento.
Si parte dalla sala dei fiori (sul soffitto sono dipinte ceste di fiori) con mobili Biedermeier. La sala delle vedute h toni sull’azzurro e blu, con decorazioni ispirate alla fauna. Segue la cosiddetta alcova rosa, con tendaggi, poi l’alcova della dama (c’è la raffigurazione di una nobildonna di profilo), la sala del camino, ion pietra rossa di Verona, la sala delle farfalle, decorata con festoni e vedute urbane di fantasia. Infine, la sala del cigno, affrescata con vasi, armi antiche, colombe e aquile.
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